Abusivismo al Lido Mappatella: l’ombra del racket sulle spiagge pubbliche di Napoli
Il Lido Mappatella, simbolo di una Napoli che ama il mare, è tornato a essere ostaggio dei noleggiatori abusivi di sedie e ombrelloni. A lanciare l’allerta è Europa Verde, che denuncia un fenomeno che non sembra avere fine. Nonostante i numerosi interventi delle forze dell’ordine, i sequestri e le denunce che si sono susseguiti negli ultimi anni, la presenza di occupanti irregolari continua a limitare la fruizione della spiaggia di via Caracciolo, sia per i cittadini che per i turisti.
L’attenzione rivolta a questa spiaggia pubblica, meta di chi cerca un momento di relax, diventa sempre più critica. Il movimento ambientalista ha riscontrato che, subito dopo ogni controllo, i noleggiatori abusivi riappaiono come se nulla fosse. Si instaura così un ciclo che mina la sicurezza e il diritto di accesso all’arenile, lasciando i bagnanti a subire pressione e intimidazioni da parte di queste figure illecite.
Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, e Lorenzo Pascucci, consigliere della I Municipalità, non esitano a definire questa situazione “intollerabile”. “La spiaggia deve essere un luogo di condivisione e non di dominio”, affermano, sottolineando che Mappatella Beach è un bene pubblico, non un’azienda privata gestita da elementi legati alla criminalità. Per chi desidera godere gratuitamente del sole e del mare, non dovrebbe essere una questione di assoggettarsi a richieste illecite.
Una vicenda delicata emerge anche dall’inchiesta sui presunti atti di violenza: un attivista di Europa Verde è stato aggredito in passato da un abusivo, il quale ora è sotto indagine. Questo mette in luce come il problema sia non solo di ordine pubblico ma anche di sicurezza per chi scende in campo per proteggere i diritti dei cittadini.
In risposta a questa preoccupante situazione, Europa Verde chiede un presidio fisso delle forze dell’ordine alla Rotonda Diaz, manifestando l’urgenza di una presenza costante per contrastare l’abusivismo. “Gli interventi sporadici non sono più sufficienti; gli abusivi tornano subito all’attacco non appena calano i controlli. È necessaria una vigilanza quotidiana”, insiste il movimento.
Ma cosa significa veramente tutto questo per i napoletani? La paura è che Mappatella Beach, dopo aver riacquistato la sua anima libera, possa tornare a essere un’atmosfera di illegalità. Il messaggio finale è chiaro: le istituzioni devono mettere in atto misure strutturali, che vadano oltre gli interventi emergenziali. Serve un cambio di paradigma per garantire una spiaggia pubblica accessibile, sicura e soprattutto libera da occupazioni illegali.
La domanda che ora sorge è se si riuscirà a mantenere il diritto di tutti a godere di questo angolo di Napoli senza timori né aggressioni. In un periodo in cui il turismo è vitale per la città, è fondamentale che la comunità si unisca per difendere le proprie spiagge, simbolo di libertà e bellezza. Gli occhi restano puntati su Mappatella: la cronaca racconta un fatto, ma il territorio chiede una risposta.