Napoli – Dopo un’attesa che sembra non finire mai, i pendolari della Circumvesuviana possono finalmente festeggiare: il primo treno nuovo è arrivato! Si tratta dell’Etr301, un convoglio di ultima generazione realizzato da Stadler, che ha fatto il suo esordio sulla tratta Volla-Baiano. Questa linea, una delle più bistrattate della rete, riapre un capitolo di speranza per tutta la comunità che attendeva questo momento con ansia.
A salire a bordo del nuovo treno, nelle prime corse, sono stati proprio i pendolari, spesso costretti a sperimentare disagi quotidiani a causa delle ripetute sospensioni del servizio e dei bus sostitutivi. Un film che, purtroppo, molti di noi conoscono a menadito. “Finalmente un passo in avanti!”, sono state le parole di alcuni viaggiatori, visibilmente sollevati.
Da quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’Etr301 inizierà con quattro corse giornaliere, segnando la transizione dalla fase di test, durante la quale il convoglio viaggiava vuoto, all’effettiva operatività commerciale. Un traguardo che corona un percorso lungo e tutt’altro che semplice. Ricordiamolo, l’accordo tra EAV e la Stadler è stato firmato nel 2021 e molto è successo da allora: ritardi burocratici, la pandemia e anche la guerra in Ucraina hanno ritardato la produzione in Bielorussia.
Strana la scelta di presentare il nuovo convoglio con un definitivo “basso profilo”. Nessun festeggiamento ufficiale, nessuna conferenza stampa. Solo un’ordinanza interna, un segnale di concretezza? I comitati dei pendolari sembrano apprezzare questo approccio sobrio, ma sul tavolo rimane una questione cruciale: sarà questo il giro di boa per un servizio avviato da troppi anni verso un cul de sac?
Ma non tutto è roseo. Sebbene il nuovo treno abbia sollevato le speranze, permangono diverse criticità. Prima tra tutte, la lunghezza del convoglio. Con i suoi 40 metri e 88 centimetri, l’Etr301 è più lungo rispetto ai treni tradizionali. Questo potrebbe causare problematiche nelle stazioni con banchine più corte. A ciò si aggiunge la scarsità di macchinisti formati per condurre il nuovo mezzo. Solo tre o quattro conducenti possono già gestirlo, e toccherà a loro formare gli altri colleghi, un processo che richiede tempo e competenza.
Il sindacato Orsa non ha perso tempo nel sollevare preoccupazioni. “Un treno con tecnologie così avanzate richiede una preparazione specifica,” avvertono. Non solo per la guida, ma anche per gestire eventuali emergenze tecniche. Insomma, il potenziale del nuovo convoglio non deve cadere da solo sotto il peso di mancanze storiche.
Ora l’attenzione si sposta alla flotta. Già tredici nuovi convogli Stadler sono giunti a Napoli, un segnale di speranza, ma il nodo resta: un solo treno non basta. La rete Circumvesuviana ha bisogno di un incremento significativo della flotta, e l’obbiettivo di EAV è quello di mettere in servizio 56 nuovi mezzi entro il 2027. I pendolari, però, si chiedono quanto tempo dovranno ancora attendere per vedere una vera svolta nei servizi.
Resta da vedere se l’arrivo di questo nuovo convoglio cambierà la vita quotidiana degli utenti o se, come accaduto in passato, il miglioramento promettente si rivelerà solo un’illusione temporanea. I cittadini stanno già sollevando interrogativi, e la città attende risposte concrete. Cosa faranno EAV e le istituzioni per affrontare le criticità? La domanda rimane aperta, mentre il territorio continua a guardare con speranza e scetticismo.