Ad Anacapri, la quiete estiva è stata scossa da un acceso dibattito politico sul Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali (PAD), con il gruppo “Anacapri Trasparente” che accusa l’amministrazione di disguidi e mancanza di chiarezza. Durante un incontro pubblico, voluto per fare chiarezza, si è assistito invece a uno scambio acceso di accuse. “Un’occasione persa per un vero confronto,” commenta il gruppo, evidenziando le “contraddizioni e i cambi di impostazione” dell’amministrazione, arrivate dopo settimane di polemiche segnalate dai cittadini.
La contestazione principale riguarda la presunta difformità tra i documenti inizialmente pubblicati e le ulteriori spiegazioni fornite nel corso dell’incontro. “Atti letti e resi pubblici”, sottolineano da Anacapri Trasparente, che si sono limitati ad analizzare ciò che era già disponibile all’Albo Pretorio, cercando di porre interrogativi legittimi per la cittadinanza. Tuttavia, il sindaco ha liquidato le preoccupazioni parlando di “false informazioni” e ha attaccato i cittadini anziché fornire chiarimenti.
Il fulcro della controversia rimane la destinazione di un arenile attualmente libero, che secondo il progetto potrebbe diventare una spiaggia libera attrezzata. “‘La spiaggia deve restare libera!’” ribadisce il gruppo, evidenziando la necessità di garantire i servizi essenziali da parte del Comune, come pulizia e sicurezza, senza però permettere che un’area pubblica venga trasformata in una concessione per pochi.
L’incontro ha visto anche interventi di residenti e tecnici, tra i quali il professor Lucarelli ha messo in guardia dal rischio che le spiagge libere attrezzate possano, di fatto, diventare concessioni private. La giornalista Armiero ha sollevato la questione di una gestione concentrata in un unico soggetto, mentre l’ingegnere Gargiulo ha sottolineato le difficoltà della convivenza tra bagnanti e strutture in spazi ristretti. Il cittadino Ermanno Balsamo ha sollevato un interrogativo cruciale: “Se esiste un problema condiviso, perché non modificare il PAD?”
“Rivedere il piano”, è l’appello di Anacapri Trasparente, che chiede una riduzione dell’area di spiaggia attrezzata a favore di spazi davvero liberi. I cittadini sembrano determinati a far sentire la loro voce, convinti che il confronto pubblico sia stato frutto della loro pressione sull’amministrazione.
“Tornare alla trasparenza e alla partecipazione”, affermano dal gruppo politico, rivendicando l’importanza del coinvolgimento di tutti nella discussione. “La partecipazione dei cittadini ha fatto emergere le criticità,” insistono, promettendo di restare vigili e impegnati nel monitorare la situazione.
La questione rimane aperta: mentre le voci di protesta si fanno sempre più forti, la città aspetta risposte concrete e chiarimenti che possano davvero garantire un utilizzo responsabile delle proprie risorse costiere. Non è solo politica, ma si tratta della vita quotidiana di chi vive quei luoghi. Ora, il punto nevralgico è capire quali azioni verranno intraprese e se si porrà finalmente attenzione alle esigenze dei residenti.