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Avellino, violenza in carcere: tre poliziotti aggrediti durante sequestro di cellulari

Di Redazione4 Agosto 2026 - 17:5026 secondi fa 2 min di lettura
Avellino, violenza in carcere: tre poliziotti aggrediti durante sequestro di cellulari

Avellino – Una notte di violenza ha scosso la Casa Circondariale di Avellino, dove il rinvenimento di due cellulari in possesso di detenuti ha provocato un’aggressione ai danni del personale della Polizia Penitenziaria. Tre agenti hanno subito ferite tali da rendere necessario il loro trasporto al Pronto Soccorso dell’ospedale “San Giuseppe Moscati”, con una prognosi di sette giorni.

L’episodio è avvenuto durante i consueti controlli notturni in una delle sezioni comuni dell’istituto. Un agente ha sorpreso un detenuto intento a utilizzare un telefono cellulare, dando così il via a un’operazione di perquisizione che ha portato al sequestro di due smartphone, insieme a schede telefoniche, materiale esplosivo per la sicurezza sia della struttura che dell’ordine pubblico. Ma l’intervento non è andato come previsto: la reazione violenta dei detenuti ha trasformato il recupero dei dispositivi in un vero e proprio scontro.

Questa violenza si inserisce in un contesto già critico, come sottolinea Raffaele Troise, responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino. “La situazione è diventata insostenibile”, dichiara. Secondo Troise, il continuo rinvenimento di telefoni all’interno delle celle rappresenta una grave minaccia, poiché facilita contatti non autorizzati con l’esterno e potenziali attività illecite, minando così la sicurezza dell’istituto.

Le difficoltà non si limitano alla sola sicurezza. La UIL FP mette in evidenza condizioni di lavoro sempre più precarie, aggravate da una cronica carenza di personale e turni massacranti. Attualmente, gli agenti operano in una struttura afflitta da un’emergenza idrica persistente, con temperature che sfiorano i 40 gradi e la mancanza di un adeguato sistema di climatizzazione in alcuni reparti. Un mix di fattori che non solo mette a rischio il benessere del personale, ma innalza anche il livello di precarietà della sicurezza nel carcere.

“È urgente un intervento da parte dell’Amministrazione Penitenziaria”, continua Troise, invocando un potenziamento degli organici e un miglioramento delle condizioni strutturali. La protezione di chi lavora per mantenere l’ordine è fondamentale; gli agenti, in queste circostanze critiche, garantiscono la legalità con grande spirito di sacrificio, ma i limiti sono stati ormai superati.

L’episodio di violenza non è un caso isolato, ma piuttosto un sintomo di un disagio profondo che pervade il sistema penitenziario. La domanda che ora sorge è: cosa stanno facendo le istituzioni per tutelare sia i detenuti che gli agenti? I cittadini di Avellino, preoccupati per la sicurezza della loro comunità, attendono risposte e azioni concrete.