Titolo: Appello a Napoli: condanne ridotte per l’Asse Giuliano-Mazzarella, ma l’associazione resta confermata
Napoli, centro storico – Tra il 2020 e il 2021 è emerso un patto fra due storici gruppi criminali del cuore della città: da una parte il clan Giuliano di Forcella, dall’altra i Mazzarella, stringendo un’alleanza che, secondo gli inquirenti, mirava a spartire proventi illeciti e a imporre un controllo capillare sulle piazze di spaccio del quartiere. La Corte d’Appello di Napoli ha confermato l’esistenza dell’associazione ma, rispetto al primo grado, ha operato una significativa riduzione delle pene per 21 imputati. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la sentenza ha riconosciuto attenuanti generiche e ha parametricamente unificato i reati sotto la continuità, alleggerendo la cifra totale delle condanne.
La dimensione del sodalizio e il contesto istruttorio sono stati al centro della quarta sezione della Corte di Appello: un’“artige” di potere che, nascosta tra i vicoli del centro storico, avrebbe orchestrato una spartizione delle attività illecite, dal racket alle estorsioni, fino al controllo di movimenti di droga in alcune piazze sensibili. Il maxi-blitz anticrimine, che aveva decapitato nuove leve della mala cittadina, aveva ricevuto dalla procura antimafia una funzione di guida per l’indagine e la messa in campo di prove decisive.
Nel primo grado, celebrato con rito abbreviato davanti al Giudice per l’Udienza Preliminare, erano stati inflitti a quasi tutti gli imputati (oltre tre secoli di carcere complessivi) pesanti misure, a testimonianza della solidità del quadro accusatorio. La sentenza d’Appello ha invece deciso una sanzione meno severa, mantenendo però intatta la cornice associativa e ribadendo la forza delle prove raccolte dall’Antimafia. L’esito, pur conservando la traccia dell’impianto accusatorio, si è mosso su una linea diversa per le pene.
Tra le riduzioni più significative, figurano nomi noti tra i protagonisti del sodalizio: Salvatore Giuliano detto “’o russo”, ex boss di Forcella ora in parte reinserito in chiave collaborativa con la giustizia, la cui condanna è stata rivista alla luce della scelta di diventare collaboratore. Assieme, reggono le riduzioni per Alessio Vicorito (16 anni e 4 mesi, con assoluzione dall’accusa di tentato omicidio), Gennaro Imparato (16 anni), Antonio Morra (15 anni e 8 mesi). Ancora, per Luigi Carrano (6 anni e 8 mesi) e Ciro Oliviero (8 anni e 8 mesi) le riduzioni hanno influito in modo consistente sui quadri penitenziari. Nella somma complessiva, i giudici hanno lasciato in vita la cornice del sodalizio, ma hanno operato una pesante revisione delle pene inflitte ai capi e ai gregari, in parte grazie alla possibilità di applicare attenuanti generiche e alle modalità di continuazione tra i reati.
Tra i provvedimenti conclusivi, emerge la condanna a 11 anni e 9 mesi per Salvatore Giuliano “classe ’86” (condanna confermata), mentre per Ciro Giuliano è arrivata la non doversi procedere, segnando l’uscita di scena dal quadro giudiziario. L’elenco completo delle condanne in Appello evidenzia una gamma di pene che spazia dai 3 ai quasi 17 anni, riflettendo una riduzione significativa rispetto al primo grado ma senza riscrivere la natura del sodalizio. L’impianto di accusa, comunque, resta sostanzialmente in piedi e la conferma della rete di alleanze tra i gruppi criminali del centro storico continua a essere la chiave interpretativa della sentenza.
La chiusura del processo, con l’uscita di scena di alcuni protagonisti e la conferma di altri, lascia aperta una prospettiva di nuove verifiche su collaborazioni, responsabilità e contatti tra le diverse articolazioni della criminalità napoletana. La sentenza, pur ridimensionando le pene, non annulla la possibilità di futuri sviluppi investigativi né di ulteriori posizioni da chiarire in ambito giudiziario. Restano da osservare i prossimi passi delle difese, le eventuali impugnazioni e, soprattutto, l’evoluzione delle dinamiche criminali nel contesto urbano che ha visto nascere questa complessa alleanza tra il clan Giuliano e la paranza Mazzarella.
