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Cronaca

Santa Maria Capua Vetere: Assolti dall’accusa di associazione, Morgillo, Iovino e Rocco condannati per spaccio isolato; appello annunciato

Santa Maria Capua Vetere: Assolti dall’accusa di associazione, Morgillo, Iovino e Rocco condannati per spaccio isolato; appello annunciato

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha ribaltato in parte la chiave di lettura di un caso di droga legato al Casertano, distinguendo nettamente tra l’ipotesi di una rete criminale e gli episodi di spaccio contestati agli imputati. Nell’udienza, la tesi della difesa è stata accolta per quanto riguarda l’associazione finalizzata al traffico di droga e, di conseguenza, tre imputati sono stati assolti dall’ipotesi di rete criminale e da alcuni episodi di spaccio; restano invece in piedi capi d’imputazione legati alla vendita di sostanze stupefacenti. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la decisione ha quindi separato significativamente l’elemento associativo dall’attività di spaccio.

I protagonisti della vicenda sono tre uomini e una donna che, secondo l’inchiesta, avrebbero avuto ruoli chiave all’interno di un presunto gruppo organizzato. Gennaro Morgillo, 41 anni, residente a San Felice a Cancello, era indicato come possibile promotore dell’organizzazione; Marco Iovino, 60 anni, di Bonea, e Filomena Rocco, 47 anni, di Pozzuoli, venivano descritti come figure strutturali all’interno della presunta rete. La prima fase processuale aveva collegato le loro attività a un disegno unitario finalizzato al traffico di droga, esteso a riferimenti territoriali che spaziavano tra Caserta, la Valle Caudina, la Valle di Suessola e la Valle di Maddaloni, come sostenuto dall’impostazione accusatoria della Procura Antimafia.

La sentenza ha però archiviato l’ipotesi associativa e ha invece pronunciato condanne per i singoli episodi di spaccio. In sostanza, Morgillo, Iovino e Rocco non sarebbero stati riconosciuti colpevoli di aver partecipato a una rete criminale, ma avrebbero subito una sanzione penale per vendite di droga commesse nel contesto della loro attività. Le pene, connesse ai singoli episodi, si attestano in una forbice compresa tra i sei e gli otto anni di reclusione per ciascuno di loro. Le richieste avanzate dalla Procura Antimafia, che miravano a pene molto più elevate (ventisei anni per Morgillo e tredici per gli altri due), non hanno trovato piena conferma, almeno non in toto, in questa fase della procedura.

La difesa, guidata dall’avvocato Vittorio Fucci, ha annunciato il ricorso in appello, seguito dalla prospettiva di una continuazione che potrebbe tradursi in lievi aumenti rispetto alle pene già inflitte in passato per Morgillo e Iovino. La prospettiva dell’appello introduce un ulteriore ­intervento giudiziario che potrebbe riaprire questioni legate alla dimensione organizzativa del gruppo e alle responsabilità individuali nel contesto delle condanne per spaccio.

L’esito processuale resta un segnale significativo per la cornice della sicurezza pubblica nella provincia di Caserta: da un lato si riconosce la difficoltà di dimostrare una rete criminale su un territorio così esteso, dall’altro si conferma che l’attività di spaccio, per quanto integrata in alcune dinamiche di gruppo, può restare oggetto di condanna anche in assenza di una ingegneria organizzativa diretta. In termini operativi, la sentenza potrebbe spingere gli inquirenti a rivisitare i criteri con cui si definisce una rete e a distinguere con maggiore rigore tra ruoli e responsabilità effettive.

La vicenda resta in un equilibrio delicato tra l’assetto processuale e le implicazioni per la sicurezza pubblica locale: la decisione, ora destinata all’attenzione dell’udienza d’appello, potrebbe offrire nuovi elementi di riflessione su come si costruiscono e si smontano, sul piano penale, le accuse di associazione a delinquere in contesti territoriali complessi. Le prossime settimane potrebbero fornire ulteriori chiarimenti sui margini dell’indagine, sulla portata della presunta rete e sui possibili sviluppi relativi alle condanne per gli episodi di spaccio.

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