Allegri predica concretezza: domani Napoli-Juventus è l’occasione per dimostrare carattere e continuità
In vista della sfida tra Napoli e Juventus, Massimiliano Allegri mette sul tavolo una ricetta semplice: niente proclami, solo lavoro. Una vigilia in cui la testa va subito al campo, dove una recente flessione in classifica rischia di pesare più di qualunque proclama.
L’insidia, per il tecnico bianconero, non è dietro l’angolo ma nell’inerzia delle chiacchiere: “L’insidia più grande per noi è pensare che la Juventus sia una squadra praticamente alle corde, una squadra morta, come ho sentito dire a livello mediatico. Ma la Juventus difficilmente muore.” Allegri si aspetta una Juve ferita ma determinata a rispondere, pronta a trasformare la negatività in energia positiva sul terreno di gioco: “Troveremo una squadra sicuramente ferita, arrabbiata e domani ci vorrà molto agonismo, molta tecnica, sapendo che troveremo una squadra che non è assolutamente come la stanno dipingendo.” Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la lettura del tecnico punta a una Juventus capace di superare la narrativa della crisi.
Il sorprendente elemento della vigilia riguarda la prospettiva di un Napoli che, secondo Allegri, non può ridursi a un solo incontro per misurare l’andamento dell’intera stagione: “Credo che per una società come il Napoli, da 15 anni nei primi 4, è molto riduttivo ridurre ad una partita.” L’allenatore insiste sull’orizzonte lungo: obiettivi che non si esauriscono nel singolo scontro, tra cui la qualificazione alle Champions League, la conquista di un posto tra le prime quattro e la prosecuzione in Coppa Italia. Se si guarda solo al risultato dei novanta minuti, rischiano di sfuggire altre tappe fondamentali del percorso.
Non mancano indicazioni sull’approccio tattico e sulle aree di miglioramento: Allegri invita a migliorare la gestione delle due fasi di gioco e ad affinare la capacità di conservare il pallone quando si è in vantaggio. “Bisogna continuare a lavorare e migliorare le due fasi. La squadra ha un ottimo tasso tecnico e deve migliorare nella gestione del pallone in vantaggio.” Una richiesta che, se soddisfatta, potrebbe dare alla Juve la continuità che finora è mancata nei momenti decisivi della stagione.
Sul fronte delle scelte, l’allenatore non trascura la materia sanitaria: la disponibilità di Rrahmani sarà valutata nelle ore che separano la vigilia dalla palla che rotola. Se sta bene, giocherà; altrimenti toccherà a Marianucci o Beukema. Anguissa, dal canto suo, è stato colpito da un virus influenzale e resta da capire se sarà al 100% per la sfida. E a gettare una nota positiva, Hojlund: “L’altro giorno ha fatto un bellissimo gol ed una buona partita.”
Allegri non vive questa sfida come una questione di cuore unico: serve intensità, tecnica e attenzione per novanta minuti, ma anche una piccola dose di fortuna. “Un pizzico di buona sorte, perché quello nelle partite di calcio serve sempre,” ha concluso, affidando la chiave della prestazione non solo al carattere ma anche al coinvolgimento di ogni reparto.
La vigilia conferma una partita che, al di là del risultato, sarà una verifica importante per entrambe le squadre: una dichiarazione di intenti, una lettura delle potenzialità residue e una prova di carattere nell’unico modo che conta nello sport: sul campo.
