Napoli, via Pietro Castellino, parte alta della città: un uomo di 76 anni è deceduto dopo essere stato investito da uno scooter mentre attraversava la carreggiata all’altezza del civico 155, in direzione via D’Antona. Secondo una prima ricostruzione, il veicolo coinvolto sarebbe un motociclo guidato da un uomo di 51 anni. Le circostanze restano al vaglio delle autorità.
Le condizioni dell’anziano sono apparse gravissime fin dall’impatto. Il personale del 118 è intervenuto sul posto, ha prestato soccorso al pedone e lo ha trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli. Dopo circa sei ore di ricovero, i medici hanno constatato il decesso per le ferite riportate.
Sul luogo è giunta l’unità operativa Infortunistica Stradale della Polizia Locale di Napoli, che ha effettuato i rilievi tecnici necessari per ricostruire la dinamica dell’investimento. Il motociclo è stato sottoposto a sequestro, mentre al conducente è stata ritirata la patente. Inoltre sono stati avviati accertamenti urgenti volti a verificare eventuali condizioni di alterazione psicofisica al momento dell’incidente. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la dinamica dell’investimento resta al vaglio degli investigatori.
Gli investigatori stanno proseguendo le attività di indagine per chiarire ogni aspetto della vicenda: acquisizione delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona e ascolto di eventuali testimoni che possano fornire elementi utili. La salma del 76enne è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare anche l’eventuale esecuzione dell’esame autoptico.
La ricostruzione della notte successiva all’incidente resta ancora incompleta su diversi dettagli: la sequenza esatta di momenti dell’impatto, la possibile presenza di altre dinamiche di traffico nel tratto interessato e se vi siano responsabilità dirette o indirette da attribuire a terzi. Per questo motivo, gli inquirenti invitano chiunque abbia testimonianze o filmati utili a farsi avanti, in modo da integrare il quadro delle verifiche in corso.
In una fase iniziale, la procedura ha seguito i canoni abituali: sequestrare il mezzo, sottoporre il conducente a controlli immediati e avviare rilievi tecnici e indagini per determinare se siano emerse cause di natura psicofisica nell’istante dell’investimento. L’esito di tali accertamenti, insieme all’esame autoptico, sarà cruciale per definire l’andamento dell’indagine e eventuali sviluppi giudiziari.
Le autorità hanno sottolineato che, al momento, non è possibile delineare responsabilità definitive né attribuire colpe a terzi. Le verifiche proseguiranno con cadenza serrata, affinché emergano i dettagli necessari a chiarire pienamente la dinamica dell’episodio e le eventuali conseguenze per chi era al volante in quel punto della città.
