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Cronaca

Napoli corteo lento di tir blocca il varco Bausan, traffico in tilt e protesta contro il Governo

Napoli corteo lento di tir blocca il varco Bausan, traffico in tilt e protesta contro il Governo

Napoli sotto assedio dal corteo lento dei tir: una protesta che lega autotrasportatori, studenti e movimenti del lavoro contro i rincari sui carburanti

Napoli vive un pomeriggio di paralisi stradale. Decine di camion avanzano a passo d’uomo tra le arterie principali della città, con clacson sincronizzati che sulle vie della zona orientale riempiono l’aria di ronzii metallici. La manifestazione degli autotrasportatori, guidata dall’astuzia di una mobilitazione studiata per confondere i meccanismi di blocco, ha trasformato l’area portuale in un imbuto di traffico destinato a protrarsi nel tempo. L’obiettivo dichiarato è chiedere misure più efficaci per contrastare i rincari energetici.

La dinamica della protesta è stata interpretata come una scelta tattica piuttosto che una semplice interruzione: i camion stazionati per giorni lungo via Argine hanno preso a muoversi intorno alle 14, dirigendosi prima verso via Reggia di Portici e poi imboccando via Marina. L’idea era impedire l’accesso netto al porto, senza interrompere però completamente la circolazione: si è infatti puntato a spostare i veicoli in loop continui, entrando ed uscendo dal varco Bausan, snodo cruciale per chi arriva al porto commerciale. Il risultato è stato un collasso immediato della viabilità cittadina, mentre il rombo dei motori accompagnava la serpeggiante marcia lenta. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la scelta di non fermare completamente i mezzi è stata parte integrante della strategia per evitare contestazioni legali legate al blocco stradale.

La protesta ha segnato una convergenza socialmente significativa: autotrasportatori hanno trovato terreno fertile insieme a studenti e movimenti per il lavoro, dando forza a una cornice di mobilitazione che va ben oltre il singolo settore. I cori amari ma pieni di incitamenti a resistere hanno accompagnato la giornata: “Lotta dura, senza paura” e “Vinceremo organizzati” hanno accompagnato le immagini di una folla compatta, nutrita dall’idea che la questione energetica tocchi ampie fasce della cittadinanza. E, sul megafono, una voce ha indirizzato una stoccata ironica alle istituzioni: «Vorremmo ringraziare la premier Giorgia Meloni e i ministri — ha urlato tra gli applausi — perché senza di loro non saremmo mai riusciti ad unire studenti, agricoltori e camionisti». Un refrain che sintetizza la percezione di una politica percepita come distante dalle esigenze quotidiane di chi lavora.

Nel frattempo, proprio al termine della riunione del Consiglio dei Ministri, è stato annunciato un nuovo decreto volto a sostenere le categorie colpite dagli rincari energetici. Una risposta che gli autotrasportatori valutano, per ora, insufficiente. La manifestazione prosegue ad oltranza, mentre le forze dell’ordine monitorano la situazione e tentano di alleggerire la pressione sulla viabilità del quadrante portuale. Il quadro resta fluido: resta da capire se le misure annunciate si tradurranno in misure effettive per chi lavora sui piazzali, e quale potrà essere la risposta delle istituzioni di fronte a una mobilitazione che, per ora, non mostra alcuna intenzione di allentare la pressione.

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