Pompei: investita sulle strisce pedonali, luce sull’inchiesta e una misura cautelare meno afflittiva rispetto alle richieste della Procura
Pompei, notte tra il 14 e il 15 settembre 2026: Lucia Falso, 66 anni, è stata investita sulle strisce pedonali in via Plinio; il conducente si sarebbe allontanato senza prestare soccorso. A distanza di oltre un mese emergono nuovi sviluppi giudiziari legati al caso.
La vittima era residente a Castellammare di Stabia ed è deceduta il 16 settembre all’Ospedale del Mare di Napoli, dove era stata trasportata d’urgenza in condizioni gravissime. Il marito, presente al momento dell’impatto, ha allertato immediatamente i soccorsi; gli accertamenti hanno preso piede rapidamente per capire chi fosse al volante al momento della tragedia.
Il 21 ottobre gli agenti del Commissariato di Pompei hanno notificato all’uomo ritenuto alla guida un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata. L’indagato è gravemente indiziato di omicidio stradale aggravato dalla fuga e omissione di soccorso. La decisione del giudice arriva dopo la richiesta della Procura di custodire in carcere l’indagato, ma il gip ha scelto una misura meno afflittiva, disponendo l’obbligo di presentazione.
La ricostruzione della dinamica ha trovato ampio impiego in particolare nelle immagini di videosorveglianza presenti nell’area, che hanno permesso agli investigatori di seguire i movimenti del veicolo dopo l’impatto e di confrontarli con i danni riscontrati sull’auto. Le testimonianze raccolte e l’analisi dei dati telefonici hanno completato il quadro, orientando gli inquirenti verso una figura all’interno della quale riconoscere la pista principale dell’indagine. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, le immagini della zona hanno contribuito a fissare un percorso probabile del veicolo dopo l’urto.
A completare la ricostruzione ci sono stati anche i rilievi tecnici sulla vettura e l’esame di elementi reperiti sul luogo dell’incidente. Il lavoro degli inquirenti ha consentito di fornire alla Procura elementi concreti sui quali fondare la futura formalizzazione delle accuse, pur rimanendo nell’ambito della fase delle indagini preliminari.
La Procura aveva chiesto la custodia in carcere; il gip, pur ritenendo sussistenti le esigenze cautelari, ha rilasciato una misura meno gravosa. La scelta non pregiudica la possibilità di impugnazione davanti al Tribunale del riesame. Al momento, l’indagato resta agli arresti domiciliari non spiccati, e l’esatta formulazione dell’accusa rimane soggetta alle verifiche tipiche di una inchiesta in corso. In ogni caso, la presunzione di innocenza resta il principio fondante del procedimento: nessuna condanna è stata pronunciata e l’esito dipenderà dall’esito delle prossime verifiche.
Restano da accertare eventuali profili di responsabilità e la tempistica delle prossime verifiche, ma la linea di indagine ha già consolidato una mappa chiara di cosa si ipotizza sia accaduto quella notte, quali tracce sianoUtili per stabilire chi fosse al volante e quali passaggi ulteriori serviranno per chiudere il cerchio investigativo. Il processo, come richiesto dall’autorità giudiziaria, proseguirà con cautela, nel rispetto delle norme e delle garanzie che tutelano sia la vittima sia la presunzione di innocenza dell’indagato.
