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Trapianto di cuore fallito: le chat dei medici svelano le manomissioni del diario clinico di Domenico

Nuove Rivelazioni sul Caso Domenico: Le Falsificazioni sul Diario Clinico Il drammatico caso di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto dopo un trapianto di cuore rivelatosi fatale, continua a riservare sorprese. Dalla…

Trapianto di cuore fallito: le chat dei medici svelano le manomissioni del diario clinico di Domenico

Nuove Rivelazioni sul Caso Domenico: Le Falsificazioni sul Diario Clinico

Il drammatico caso di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto dopo un trapianto di cuore rivelatosi fatale, continua a riservare sorprese. Dalla profonda indagine condotta dalla Procura di Napoli sono emerse informazioni inedite che indicano un presunto tentativo di falsificare il diario clinico, attraverso una revisione orchestrata dei dettagli operativi.

L’analisi delle chat tra i medici coinvolti nella vicenda ha mostrato come, nei giorni seguenti al decesso del piccolo Domenico, si sia svolta una vera e propria “marcia di avvicinamento” per concordare una versione che giustificasse la tempistica e le modalità dell’intervento. Il trapianto, effettuato il 23 dicembre 2025, è stato subito oggetto di interrogativi a causa delle anomalie riscontrate nel successivo iter terapeutico.

Come riportato dagli inquirenti, i messaggi su WhatsApp tra la dottoressa Emma Bergonzoni e la specializzanda Mariangela Addonizio hanno rivelato l’esistenza di ben quattro versioni del referto operatorio, tutte tentativamente formulate per giustificare le azioni e i tempi impiegati nell’intervento. L’intento apparente di “aggiustare” il racconto delle fasi operative è considerato dai magistrati come una chiara evidenza di falsificazione.

In dettaglio, le prime due versioni del referto collocano l’inizio della procedura di asportazione del cuore malato in concomitanza con l’arrivo dell’équipe chirurgica. Nelle tre e quattro versioni, invece, si posticipa questo passo, suggerendo che la rimozione del cuore avvenisse solo al momento dell’estrazione del nuovo organo dal frigo, aumentando così le responsabilità legate all’adeguatezza del contenitore utilizzato – un elemento cruciale per comprendere le cause del fallimento del trapianto.

A seguito di queste scoperte, il Giudice per le Indagini Preliminari Mariano Sorrentino ha ritenuto che le alterazioni fossero sufficienti a giustificare una misura cautelare contro i medici coinvolti, imponendo per loro un’ interdizione dalla professione della durata di un anno. Il futuro di questa vicenda si gioca ora nell’udienza fissata per l’11 settembre, when il Tribunale del Riesame esaminerà l’appello presentato dagli avvocati dei medici incriminati.

In un contesto già pesantemente segnato dalla tragedia, le nuove rivelazioni gettano un’ulteriore ombra su una vicenda che ha scosso profondamente la comunità sanitaria e i familiari di Domenico, lasciando intatti interrogativi su procedure e responsabilità in contesti così delicati.

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