Carburanti e Camorra: L’Ultima Frontiera degli Affari Illeciti a Napoli
Napoli è teatro di un’evoluzione nella criminalità organizzata, che non si limita più a spaccio e estorsioni. L’ultima novità del panorama mafioso locale coinvolge il traffico illecito di carburanti, una vera e propria miniera d’oro che, seppur avvolta da un’apparenza di legalità, nasconde manovre di evasione fiscale da milioni di euro.
La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta ha portato a termine un’importante operazione contro questa organizzazione criminale, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli guidata dal procuratore aggiunto Sergio Amato. L’inchiesta ha messo in luce una rete ben radicata in Campania che, senza versare un euro di accise o IVA, riusciva a commercializzare carburanti prelevati da fornitori sia nazionali che europei.
Le operazioni investigative hanno rivelato una dimensione allarmante, con oltre 10 milioni di litri di carburante evasi dal fisco, causando un danno erariale che supera gli 8 milioni di euro. Durante le indagini, sono stati sequestrati 133.796 litri di prodotto. Al centro delle indagini ci sono figure di spicco come Salvatore Fido, noto come ‘o chiò, e Gabriele Amodio, entrambi legati al clan Mazzarella, e Giuseppe Savino, collegato al clan Formicola. Per i primi due, l’esecuzione del mandato di arresto è stata immediata, mentre Savino ha cercato di scappare, rifugiandosi in Grecia prima di consegnarsi agli agenti il 25 agosto.
Salvatore Fido, coniugando un profilo giovanile (classe 1987) e una carriera criminale già rilevante, ha gestito il braccio operativo dei Mazzarella. La sua carriera si è contraddistinta attraversando fasi di violenza e scalata strategica, testimoniando la mutazione del clan, che ha saputo diversificare le sue entrate anche in settori legali.
Le recenti operazioni evidenziano come il traffico di carburanti rappresenti un asset sempre più gettonato nel portafoglio delle organizzazioni mafiose, rivelando un panorama in continua evoluzione e mettendo in discussione la sicurezza economica e sociale della regione. La questione su dove possano condurre questi traffici illeciti rimane cruciale per le autorità, che devono rispondere a un fenomeno capace di infiltrarsi nelle pieghe della legittimità economica.
