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Inchiesta shock a Poggiomarino: abusi e maltrattamenti su un bimbo autistico, due insegnanti nel mirino della giustizia

Poggiomarino: Accusate di Maltrattamenti Due Insegnanti di Sostegno Due insegnanti di sostegno di una scuola primaria di Poggiomarino sono al centro di un’inchiesta per maltrattamenti verso un bambino autistico. Le indagini, condotte dalla Procura di Torre…

Inchiesta shock a Poggiomarino: abusi e maltrattamenti su un bimbo autistico, due insegnanti nel mirino della giustizia

Poggiomarino: Accusate di Maltrattamenti Due Insegnanti di Sostegno

Due insegnanti di sostegno di una scuola primaria di Poggiomarino sono al centro di un’inchiesta per maltrattamenti verso un bambino autistico. Le indagini, condotte dalla Procura di Torre Annunziata, hanno svelato un quadro preoccupante di vessazioni fisiche e abbandono che ha portato a ematomi visibili sul corpo del piccolo, di soli dieci anni.

La dinamica degli abusi è emersa grazie alle riprese di telecamere nascoste installate dai carabinieri, che hanno documentato comportamenti inaccettabili da parte delle due insegnanti. Uno dei video mostra il bambino afferrato e trascinato via dall’aula, strattonato e persino spinto contro le pareti, creando un ambiente scolastico che il pubblico ministero Ugo Spagna ha definito “penoso e umiliante”.

Le indagate, entrambe ex insegnanti di sostegno presso l’istituto, potrebbero affrontare accuse gravi, avendo violato i doveri di protezione nei confronti di un minore con disabilità. La prima, una docente precaria, avrebbe dovuto supportare il bambino per sole poche ore settimanali, mentre la seconda, considerata “principale”, avrebbe dovuto seguire il piccolo per tre anni. Entrambe sono state informate della conclusione delle indagini a fine maggio.

Il dramma del bambino è culminato lo scorso novembre, quando la madre, dopo aver notato lividi sul corpo del figlio, ha sporto denuncia ai carabinieri dopo un episodio durante un’attività extrascolastica. Il piccolo, colpito da violenza, stava partecipando a un progetto educativo quando una terapista ha segnalato i segni fisici preoccupanti.

La denuncia ha spinto le autorità a vigilare sull’istituto. Un altro aspetto inquietante riguarda la condotta della maestra principale, che si allontanava frequentemente dall’aula, lasciando il bambino senza supervisione e permettendogli di vagare libero all’interno della scuola.

L’anno scolastico imminente potrebbe portare ulteriori complicazioni, poiché almeno una delle insegnanti accusate rimarrà nel medesimo istituto, creando un possibile conflitto di interesse, dato il legame diretto con la vittima. Le stesso autorità scolastiche ora si trovano ad affrontare il dilemma di garantire un ambiente sicuro e protetto a un alunno che ha già subito abusi.

Il caso di Poggiomarino non è isolato; recenti notizie da Scampia hanno rivelato situazioni analoghe riguardanti studenti autistici. La recrudescenza di tali eventi solleva interrogativi sulla gestione e sull’adeguatezza delle strutture scolastiche nella cura dei minori con disabilità. Restano da chiarire non solo le conseguenze legali per le insegnanti coinvolte, ma anche le future misure a tutela dei bambini nelle scuole italiane, dove il principio di inclusione dovrebbe trovare la sua massima espressione.

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