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Sequestro a Striano: scoperti scarichi abusivi e rifiuti pericolosi nello stabilimento GM Zincatura S.r.l.

Sequestro di stabilimento a Striano: indagini su scarichi abusivi e inquinamento ambientale Striano, un comune nel Napoletano, è al centro di un’importante operazione di sequestro che coinvolge la GM Zincatura S.r.l., un’azienda accusata di violazioni ambientali…

Sequestro a Striano: scoperti scarichi abusivi e rifiuti pericolosi nello stabilimento GM Zincatura S.r.l.

Sequestro di stabilimento a Striano: indagini su scarichi abusivi e inquinamento ambientale

Striano, un comune nel Napoletano, è al centro di un’importante operazione di sequestro che coinvolge la GM Zincatura S.r.l., un’azienda accusata di violazioni ambientali gravi. Il provvedimento, eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, è stato disposto dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata in risposta a richieste della Procura della Repubblica.

Le indagini hanno rivelato che aree dello stabilimento erano utilizzate per lo stoccaggio abusivo di rifiuti. Analisi tecniche, condotte insieme all’Arpac, hanno evidenziato come le acque di dilavamento provenienti da queste aree contengano metalli pesanti, con livelli di zinco fino a nove volte superiori ai limiti legali, un elemento potenzialmente tossico e preoccupante per l’ambiente.

Le autorità hanno segnalato anche un’altra grave irregolarità: le acque meteoriche, una volta entrate in contatto con il materiale stoccato, erano convogliate nella rete fognaria pubblica senza alcun trattamento. Questo comportamento mette in evidenza una gestione negligente delle risorse idriche e del ciclo produttivo dell’azienda.

In aggiunta, si sono riscontrate violazioni nella gestione dei rifiuti presso il sito. Enviromental Investigators hanno trovato materiali stoccati in aree non autorizzate e privi dell’identificazione prevista dalle normative vigenti. Questo comportamento non solo infrange le leggi di gestione dei rifiuti, ma solleva anche interrogativi sulla sicurezza dei processi produttivi.

Il sequestro di questo stabilimento si inserisce in un’operazione più ampia mirata a investigare le fonti di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, zona già nota per i problemi ambientali. Le indagini sono strutturate all’interno di un protocollo d’intesa che coinvolge vari enti e procure, il cui obiettivo è identificare le cause dell’inquinamento e le responsabilità correlate.

Attualmente, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, e gli indagati usufruiscono della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva. Il decreto di sequestro può essere oggetto di impugnazione presso il Tribunale del Riesame, un passo che permetterà di fare luce su queste gravi accuse e le loro implicazioni a lungo termine per l’ambiente.

Come risultato di questa operazione, diventa cruciale monitorare gli sviluppi e le azioni delle autorità competenti per garantire la legalità e la sicurezza ambientale in un contesto già fragile come quello del Napoletano.

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