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Smantellata rete di traffico di rifiuti: operazione dei Carabinieri in sette province, coinvolti imprenditori tra Italia e Thailandia

Smantellata una rete di traffico illecito di rifiuti: undici indagati in Campania Un’importante operazione contro il traffico illecito di rifiuti ha portato all’indagine di undici imprenditori nella regione Campania, in un sistema che si estendeva oltre…

Smantellata rete di traffico di rifiuti: operazione dei Carabinieri in sette province, coinvolti imprenditori tra Italia e Thailandia

Smantellata una rete di traffico illecito di rifiuti: undici indagati in Campania

Un’importante operazione contro il traffico illecito di rifiuti ha portato all’indagine di undici imprenditori nella regione Campania, in un sistema che si estendeva oltre i confini nazionali. I Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, assieme ai comandi provinciali interessati, hanno eseguito recentemente un’ordinanza di sequestro preventivo in sette province italiane, tra cui Salerno, Napoli e Bari.

L’operazione, avviata nel settembre 2022 e coordinata dalla Procura di Salerno, ha svelato un complesso meccanismo illegale che, secondo gli inquirenti, includeva la gestione illecita di rifiuti ingombranti e rottami ferrosi, principalmente prelevati dai cantieri della Rete Ferroviaria Italiana. Le misure restrittive sono state disposte dal Gip su richiesta della Procura, evidenziando la gravità delle accuse di associazione a delinquere, furto aggravato e traffico di rifiuti.

L’indagine, coinvolgente diversi paesi, ha messo in luce un primo filone connesso all’azienda Ricicla Campania s.r.l., attiva nel trattamento dei rifiuti e con sede legale a San Giuseppe Vesuviano. Gli indizi raccolti tramite intercettazioni e videoriprese hanno rivelato che l’azienda smaltiva illegalmente rifiuti urbani e speciali, inviandoli in Thailandia senza la necessaria documentazione.

Un secondo filone investigativo ha rivelato un’operazione di vendita “in nero” di rifiuti ferrosi a Cermetal s.r.l., un’impresa collegata a una nota famiglia di imprenditori locali. Tra le operazioni illecite individuate, è emersa un’esportazione fraudolenta di oltre cinque milioni di chilogrammi di rottami ferrosi verso la Turchia, spacciati per materiale recuperabile.

Valutato in circa 3,4 milioni di euro, il profitto illecito ha comportato il sequestro di impianti, veicoli e conti correnti associati ai soggetti coinvolti. Inoltre, l’inchiesta ha portato alla notifica di inviti a presentarsi per interrogatorio a undici persone, mentre la Procura ha richiesto misure cautelari nei loro confronti.

Con questa operazione, il Nucleo Operativo Ecologico ha segnato un passo significativo nella lotta contro l’ecocrimine, evidenziando il delicato equilibrio tra la protezione ambientale e le pratiche illegali che ne minacciano l’integrità.

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