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Omicidio Diabolik: le indagini svelano i legami dei boss Senese e Bennato con il crimine organizzato

La trama oscura dietro l’omicidio di Diabolik: l’ombra dei boss sull’operazione di vendetta nel mondo della droga Roma – Un omicidio premeditato e una spirale di violenza: l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come ‘Diabolik’, si conferma…

Omicidio Diabolik: le indagini svelano i legami dei boss Senese e Bennato con il crimine organizzato

La trama oscura dietro l’omicidio di Diabolik: l’ombra dei boss sull’operazione di vendetta nel mondo della droga

Roma – Un omicidio premeditato e una spirale di violenza: l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come ‘Diabolik’, si conferma un capitolo inquietante nella lotta per il controllo del traffico di droga nella capitale. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla DDA e riportata da www.cronachedellacampania.it, due figure chiave emergono come mandanti di questo delitto: il boss Michele Senese e il suo pupillo Leandro Bennato.

L’agguato, avvenuto il 7 agosto 2019 nel parco degli acquedotti, porta la firma della criminalità organizzata. Senese, indicato come il ‘mandante apicale’, avrebbe orchestrato l’omicidio non solo per rivalità fra bande, ma anche per dare un chiaro segnale di forza rispetto a un affiliato che osava sfidarlo. La concorrenza nel mercato della droga, aggravata da debitorie non saldate, ha creato un terreno fertile per la violenza, culminando in questa esecuzione.

Bennato, detenuto e sotto stretta osservazione, ha giocato un ruolo cruciale nella pianificazione dell’operazione, scouting il luogo e sostenendo logisticalmente il killer, identificato in Raul Esteban Calderone, il quale è già stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Piscitelli. La sequenza degli eventi rivela che il complice di Bennato, Alessandro Capriotti, ha attirato Diabolik in una trappola letale, fissando un colloquio fittizio.

Questo delitto, tuttavia, non ha messo fine agli attriti tra le bande. Immediata è stata la reazione dei seguaci di Piscitelli, che hanno avviato una serie di attacchi per vendicare il proprio leader, con tentati omicidi che si sono susseguiti in un crescendo di violenza, coinvolgendo persino il carcere.

L’indagine ha rivelato che, nel 2026, Bennato stava pianificando la propria evasione dal carcere di Rovigo, insieme a Calderone, con un elicottero. Questo particolare illustra non solo la determinazione dei criminali a manipolare il sistema, ma anche la complessità delle reti di supporto esistenti dietro le sbarre.

Con l’emissione di una nuova ordinanza che coinvolge sette persone, il cerchio della giustizia si sta lentamente chiudendo, ma la lotta per il predominio nel settore della droga rimane accesa. Quali saranno le conseguenze di questa spirale di violenza e vendetta? Solo il tempo potrà dirlo, ma quel che è certo è che il mondo della criminalità organizzata continua a riservare drammatici colpi di scena.

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