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Napoli Gettonopoli: Strazzullo critica Palazzo San Giacomo e sollecita una risposta politica alle verifiche sui gettoni

Napoli Gettonopoli: Strazzullo critica Palazzo San Giacomo e sollecita una risposta politica alle verifiche sui gettoni

Chiarezza e responsabilità: Strazzullo invoca dimissioni in massa dei consiglieri per rispondere a Gettonopoli

Napoli – La vicenda Gettonopoli, ormai nota da anni come un meccanismo che coinvolge i consigli municipali fin dal 2016, torna al centro del dibattito politico con una presa di posizione decisa. Pasquale Strazzullo, ex consigliere della Municipalità 9 Pianura/Soccavo (in carica tra il 2009 e il 2021), chiama in causa la gestione della crisi da parte di Palazzo San Giacomo e propone una risposta forte: dimissioni collettive dei consiglieri in carica.

Strazzullo richiama l’attenzione sugli elementi procedurali che, a suo dire, hanno accompagnato ogni seduta presieduta dai funzionari. Secondo la sua ricostruzione, in tutte le riunioni sono stati presenti dirigenti comunali e istruttori, con segreteria verbalizzante, e i verbali non sono mai stati oggetto di querela di falso. L’erogazione dei gettoni non sarebbe stata automatica, ma subordinata a una filiera di verifiche e a visti di regolarità gestiti dai direttori di municipalità e dagli Uffici Amministrativo-Contabili. A supporto di questa cornice tecnica, Strazzullo ricorda che partecipavano spesso anche dirigenti comunali, rappresentanti di enti partecipati, assessori e forze dell’ordine su invito ufficiale.

La dimensione politica della crisi non resta fuori dall’analisi. L’ex consigliere evidenzia una mancanza di guida politica dall’amministrazione centrale davanti a una macchina amministrativa che, a suo avviso, scarica sui consiglieri quelli che sarebbero errori procedurali. E non manca un fosso tra vertici politici e gestionale: Strazzullo cita la recente rimozione dei dieci direttori di municipalità nel contesto delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, un elemento che, per lui, rende ancora più necessaria una riflessione sulle responsabilità interne al Comune.

Se l’Amministrazione non risponde con una presa di posizione chiara e decisiva, prosegue Strazzullo, la conseguenza più «forte» sarebbe la responsabilità collettiva dei consiglieri in carica. In questa logica, egli propone una decisione drastica: dimissioni in massa per interrompere una dinamica che rischia di far passare in secondo piano i problemi reali del territorio e di rendere meno credibile il lavoro di chi vive quotidianamente sul territorio. L’obiettivo, insiste, sarebbe restituire credibilità all’azione amministrativa e isolare chi ha alimentato la logica della gogna mediatica dai veri nodi della gestione urbana.

Dal punto di vista personale, Strazzullo ribadisce la sua posizione di trasparenza: ha Servito la Municipalità 9 Pianura/Soccavo dal 2009 al 2021 con passione, ha dichiarato i compensi al fisco e li ha percepiti per prestazioni effettive. Per tutelare la propria onorabilità ha annunciato un’istanza di annullamento in autotutela e una riserva di risarcimento danni nelle sedi competenti, così da evitare che l’attenzione pubblica si trasformi in una condanna prematura.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la discussione innescata da Strazzullo ruota tutta attorno a due fronti: la trasparenza delle procedure interne e la necessità di un chiarimento politico che non si limiti a smorzare i riflessi mediatici ma che ponga le basi per un controllo serio delle spese e delle nomine che investono le strutture tecniche del Comune. La vicenda resta quindi una cartina di tornasole per la capacità dell’amministrazione di rispondere alle domande sui meccanismi di verifica delle spese legate ai gettoni e sul ruolo delle direzioni di municipalità nella gestione quotidiana.

Resta da fare chiarezza su come si svilupperanno le prossime settimane: gli accertamenti sono in corso, e il dibatto pubblico continuerà a misurare la fiducia dei cittadini nella governance locale. In un contesto in cui la politica è chiamata a dimostrare responsabilità, l’appello di Strazzullo resta al centro del confronto tra chi insiste sulla necessità di rimuovere l’ombra di una gestione opaca e chi crede che il lavoro di decine di amministratori e funzionari debba continuare, ma in condizioni di totale trasparenza.

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