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Fuga dall’ospedale bloccata da un colpo d’arma da fuoco: indagato agente penitenziario di Airola per tentato omicidio

Di Redazione17 Agosto 2026 - 09:2932 secondi fa 2 min di lettura
Fuga dall’ospedale bloccata da un colpo d’arma da fuoco: indagato agente penitenziario di Airola per tentato omicidio

Titolo: Tentativa di fuga all’ospedale di Prato: poliziotto penitenziario spara a un detenuto

Un episodio di grave tensione si è verificato lo scorso 16 agosto all’ospedale Santo Stefano di Prato, dove un poliziotto penitenziario di Airola è attualmente indagato per tentato omicidio. L’agente, che presta servizio presso la struttura penitenziaria “La Dogaia”, ha sparato contro un detenuto in fuga, provocandone il ferimento.

Secondo le ricostruzioni iniziali, il detenuto, un giovane di origini magrebine, si trovava in ospedale per ricevere cure dopo un infortunio occorso durante un tentativo di evasione. Durante il suo ricovero, il giovane è riuscito a impossessarsi di un estintore, creando caos e smarrimento fra il personale e i presenti. Questo gesto audace ha rappresentato il momento cruciale dell’incidente.

L’allerta degli agenti di scorta ha subito seguito il tentativo di fuga del detenuto, il quale ha cercato di lasciare l’ospedale. In una rapida sequenza di eventi, il poliziotto ha aperto il fuoco, esplodendo tre colpi dalla pistola d’ordinanza: due proiettili hanno colpito le pareti e il soffitto, mentre un terzo ha ferito il fuggitivo alla gamba, interrompendone la corsa.

Le conseguenze dell’incidente sono state significative: il pronto soccorso, teatro dell’accaduto, è stato temporaneamente chiuso per garantire la sicurezza e consentire alle autorità di effettuare i rilievi necessari. Questo ha comportato deviazioni nelle emergenze sanitarie, con ambulanze dirette verso ospedali di Firenze e Pistoia.

Il poliziotto, assistito dagli avvocati Vittorio Luigi e Giuseppe Vittorio Fucci del Foro di Benevento, sarà interrogato nei prossimi giorni dai magistrati competenti. Il loro obiettivo è chiarire la dinamica dell’incidente e le circostanze esatte che hanno condotto all’uso dell’arma. La situazione rimane sotto scrutino, mentre il caso solleva interrogativi sul protocollo seguito in circostanze di alta tensione in ambito ospedaliero.

La vicenda, che ha portato alla luce i rischi e le difficoltà della sicurezza penitenziaria nei luoghi di cura, necessita di una estrema attenzione da parte delle autorità competenti. La questione dell’uso delle armi in tali contesti è ora al centro di un intenso dibattito, evidenziando il delicato equilibrio tra la sicurezza e il diritto alla salute dei detenuti.