Il Rifiuto della Famiglia Vassallo: Una Commemorazione Sotto Accusa
Acciaroli, cuore del Cilento, si prepara a commemorare Angelo Vassallo, il sindaco pescatore assassinato sedici anni fa, ma l’atmosfera è tesa. La Fondazione a lui intitolata, guidata dai suoi fratelli, ha deciso di boicottare tutte le celebrazioni ufficiali, denunciando una mancanza di dignità nei confronti della memoria del politico.
In un video diffuso sui social, Dario e Massimo Vassallo esprimono il loro sdegno per il degrado che pervade il luogo dove Angelo fu ucciso nel 2010. Descrivono la condizione come «squallida e indegna», sottolineando l’ipocrisia delle celebrazioni che avvengono una sola volta all’anno, mentre il resto del tempo quel sito rimane abbandonato e dimenticato.
«Non possiamo accettare che quel luogo venga dimenticato per 364 giorni e poi riempito di parole, fotografie e celebrazioni il 5 settembre», dichiarano i Vassallo, evidenziando un malcontento che si somma a anni di critiche nei confronti dell’Amministrazione comunale, accusata di non prendersi cura adeguatamente dei simboli legati alla memoria del sindaco, dal Castello di Capano alla scultura della “Grande Onda”.
Il punto di non ritorno è segnato dalla convinzione che le commemorazioni siano diventate un mero esercizio di propaganda politico. Per Dario Vassallo, «ricordare Angelo solo il 5 settembre è come andare a messa a Natale dopo aver peccato per un anno intero». L’accusa è chiara: queste celebrazioni non rappresentano più un momento di riflessione autentica, ma una passerella per chi si riempie la bocca di retorica, mentre la famiglia vive un dolore quotidiano, “come se fossero passati solo sedici secondi.”
Mentre la commemorazione si avvicina, resta irrisolta la questione centrale: chi ha assassinato Vassallo e per quali motivi? I suoi fratelli ribadiscono che la ricerca dei colpevoli non può essere sacrificata su un altarino di cerimonie superficiali. «Una corona di fiori non potrà mai sostituire la verità e la giustizia», affermano, sottolineando l’importanza di non dimenticare il fine ultimo della memoria: onorare un servizio pubblico che ha lasciato un segno indelebile.
La Fondazione Vassallo proseguirà nel suo impegno di divulgare l’eredità di vita e idee di Angelo, promuovendo la sua visione per la tutela del territorio, ma non parteciperà a cerimonie di facciata. La ferma posizione della famiglia non è solo una protesta; è un appello a tutti affinché il ricordo di Angelo Vassallo venga rispettato nel modo che merita.
