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Afeltra ucciso a Pimonte: un agguato che scuote i Monti Lattari e riaccende gli scontri tra clan locali

Nuove Ombre sulla Camorra: l’Omicidio di Raffaele Afeltra e la Faida dei Monti Lattari Pimonte è tornata a fare i conti con la violenza della camorra: l’omicidio di Raffaele Afeltra, noto con il soprannome di ‘o…

Afeltra ucciso a Pimonte: un agguato che scuote i Monti Lattari e riaccende gli scontri tra clan locali

Nuove Ombre sulla Camorra: l’Omicidio di Raffaele Afeltra e la Faida dei Monti Lattari

Pimonte è tornata a fare i conti con la violenza della camorra: l’omicidio di Raffaele Afeltra, noto con il soprannome di ‘o Burraccione, segna un punto di svolta inquietante nel già fragile equilibrio criminale della zona. A 69 anni, Afeltra è stato raggiunto dai colpi di un fucile calibro 12, in un agguato che non è solo un regolamento di conti, ma un atto che riapre una ferita sanguinosa nei rapporti di forza tra clan.

La tragica esecuzione si è verificata in località Zappino, nei pressi di un’area a lui familiare dove trascorreva le giornate a prendersi cura dei suoi animali. I killer, abilmente mimetizzati nella vegetazione, hanno orchestrato una vera e propria imboscata, ricalcando le stesse tecniche di violenza che un tempo caratterizzavano il suo operato e segnando un drammatico contrappasso.

L’eco del passato di Afeltra, un tempo uno dei leader della lotta tra i clan nei tardi anni ’80 e ’90, affiora prepotentemente dalla cronaca. Conosciuto per aver guidato, con la complicità di figure temibili come Umberto Mario Imparato, una lunga serie di conflitti contro il clan D’Alessandro, la sua eliminazione non può essere vista come un episodio isolato. Gli storici legami familiari tra le varie fazioni, inclusi i rapporti di parentela con altri boss, complicano ulteriormente il quadro.

Fuori dalle aule di giustizia, il suo profilo criminale si intreccia con nomi noti della malavita locale. Il suo cognato, Giuseppe Gentile, e i lati oscuri della sua lunga carriera criminale rendono il suo assassinio una questione di potere. L’omicidio, che arriva dopo un periodo di relativa calma, ha già allertato le autorità, evidenziando un’instabilità che non accenna a placarsi.

La Direzione Distrettuale Antimafia ha già messo in moto le indagini, tentando di ricostruire le dinamiche e i motivi di questo attacco letale, percorso da un inquietante susseguirsi di vendette e conti irrisolti. Si teme che la faida tra le varie fazioni sia soltanto all’inizio. La storia recente dei Monti Lattari, già segnata dall’omicidio di Filippo Sabatino nel 2018, getta ulteriori ombre sull’areale, dimostrando che il territorio non è mai stato realmente pacificato.

La pista seguita dagli investigatori porta verso le “nuove leve” del narcotraffico, sempre più influenti in un contesto dove la tradizionale estorsione cede il passo a conflitti per il controllo del mercato della droga. Sebbene Afeltra avesse storicamente mantenuto le distanze dai traffici, il suo omicidio invia un segnale chiaro: l’equilibrio tra le generazioni della camorra è in crisi e i giovani cacicchi del business della droga non hanno più intenzione di tollerare le vecchie gerarchie.

Al momento, i carabinieri stanno cercando testimoni e materiali video per ricostruire gli eventi e scoprire chi si nasconde dietro l’esecuzione. Centinaia di vite sono state spezzate nei conflitti del passato, e ora, con Afeltra, la storia sembra ripetersi in un ciclo di violenza apparentemente senza fine. Resta fondamentale comprendere chi e perché ha deciso di risolvere i conti in questo modo brutale.

Ora più che mai, Pimonte e i suoi abitanti si ritrovano a fronteggiare non solo il dolore della perdita, ma anche la paura di una rinnovata stagione di conflitti, mentre le autorità tentano di riportare un briciolo ditregua in un territorio che, storicamente, continua a essere lacerato da divisioni profonde e sanguinose.

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