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Comune di Napoli in affanno: urgono alleanze con i sindacati per salvare il patrimonio culturale

Di Redazione5 Agosto 2026 - 16:3526 secondi fa 2 min di lettura
Comune di Napoli in affanno: urgono alleanze con i sindacati per salvare il patrimonio culturale

Questa mattina, 4 agosto 2026, Napoli ha fatto un passo indietro nel suo percorso verso l’ottimizzazione della gestione patrimoniale. L’Amministrazione comunale, con in testa l’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, ha incontrato i sindacati per affrontare le incertezze legate alla nascente società Napoli Patrimonio S.p.A., stoppata in extremis dalla Corte dei Conti che ha lanciato l’allerta su varie criticità.

La notizia, che ha messo in allerta non solo i lavoratori, ma anche i cittadini, fa emergere una serie di interrogativi sul futuro della gestione patrimoniale della città. Come evidenziato da Baretta, i magistrati hanno sollevato dubbi sulla capacità di Napoli Holding di fornire un controllo efficace e conforme ai principi di buona amministrazione, mettendo in discussione una riforma tanto attesa.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la Corte ha espresso anche forti perplessità riguardo all’ambito di attività della nuova società, con un’assegnazione di competenze ritenuta eccessivamente ampia e poco chiara. Dalla pianificazione urbana alla gestione dei patrimoni, sembra che si stia tentando di mettere troppa carne al fuoco, senza una visione realistica e concreta.

Da un lato, la Corte denuncia inefficienze nella gestione attuale, sottolineando l’insufficienza di figure professionali qualificate in Napoli Servizi per gestire le complessità relative a un patrimonio che è molto più di un semplice insieme di immobili. Dall’altro, l’ipotesi di assorbire parte del personale esistente nella nuova struttura ha trovato una ferma opposizione. SGB e il Comitato “Napoli non si vende” hanno chiaramente dichiarato il loro no alla creazione della nuova società, chiedendo un potenziamento delle attuali competenze di Napoli Servizi, piuttosto che un trasferimento di risorse inadeguate a un nuovo carrozzone burocratico.

In un contesto in cui i cittadini si aspettano trasparenza e qualità nei servizi, SGB rivolge una richiesta decisiva all’Amministrazione: chiudere definitivamente con il lavoro in somministrazione. “Le modalità e i criteri di assunzione devono essere cristallini”, si legge nella nota del sindacato. La proposta è chiara: un concorso pubblico entro la fine del 2026 per garantire contratti diretti e dignitosi per i lavoratori di Napoli.

In questo clima di incertezze, è inevitabile domandarsi: quale sarà il futuro della gestione patrimoniale della città? Riuscirà l’Amministrazione a trovare una soluzione sostenibile e trasparente che rassicuri lavoratori e cittadini? Quello che è certo è che il territorio non può permettersi di essere lasciato solo di fronte a queste sfide, e l’urgente richiesta di attenzione da parte dei cittadini non può più essere ignorata. La città aspetta risposte, non solo parole.