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Avellino, ritorsione in un supermercato: due arresti per il pestaggio dell’architetto

Di Redazione18 Luglio 2026 - 15:3634 secondi fa 3 min di lettura
Avellino, ritorsione in un supermercato: due arresti per il pestaggio dell’architetto

Ad Avellino, un episodio di violenza che ha scosso la comunità: due misure cautelari sono state emesse nei confronti degli aggressori dell’architetto Nello Malinconico, vittima di un brutale pestaggio avvenuto il 2 aprile scorso, giovedì Santo, nel parcheggio del supermercato Decò di Contrada Baccanico. Antonio Naccarelli è stato arrestato e condotto in carcere, mentre il suo complice, Andrea Quatrano, sta scontando gli arresti domiciliari, equipaggiato con un braccialetto elettronico. Una donna è stata indagata a piede libero.

La scena è ancora viva nei ricordi di chi c’era: l’architetto di 42 anni, residente a Monteforte Irpino, stava tornando alla sua auto dopo una spesa quando tre individui, con il volto coperto da cappucci, lo hanno circondato e colpito ripetutamente con spranghe di ferro e bastoni. La violenza è stata tale che Malinconico è stato ridotto in fin di vita, salvato solo dalle urla disperate di alcuni testimoni, che hanno messo in fuga i malintenzionati. Ricoverato in gravi condizioni, l’architetto è stato indotto in coma farmacologico. Uscito dal coma, però, non ha potuto fornire informazioni utili agli investigatori, lasciando così aperti molti interrogativi.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la Squadra mobile della Questura di Avellino ha identificato gli aggressori poche ore dopo l’episodio, grazie alle telecamere di videosorveglianza e all’analisi di un veicolo dalle targhe alterate. Le indagini hanno portato a ulteriori approfondimenti sui cellulari dei sospettati, i quali hanno rivelato nuovi elementi incriminanti.

Ma chi è Nello Malinconico? L’architetto ha un passato giudiziario che getta ombre sul suo profilo: a gennaio è stato condannato a due anni di reclusione con pena sospesa per un’aggressione a una persona di origine napoletana, avvenuta lo scorso marzo. Questo precedente pesa sul suo stato attuale e solleva domande sulla dinamica dell’aggressione subita. Alcuni sostengono che potrebbe trattarsi di una sorta di vendetta, in un contesto di rivalità e scontri personali.

Le reazioni all’aggressione si sono diffuse rapidamente tra i residenti, che non possono fare a meno di sentirsi inquieti. “Questa città non merita tali episodi di violenza”, commenta un commerciante del quartiere, mentre un altro cittadino si domanda: “Quando finiranno queste vendette tra persone che dovrebbero affrontare i propri problemi in modo civile?”

Le misure cautelari sono state adottate nell’attesa degli interrogatori di garanzia, e gli avvocati difensori, Antonio Iannaccone e Fabio Tulimiero, si preparano a presentare la loro posizione. Tuttavia, la comunità avellinese continua a chiedere maggiore sicurezza e maggiore attenzione alle problematiche sociali.

Con un passato complicato e un presente tumultuoso, la vicenda di Nello Malinconico rappresenta un altro tassello di un mosaico sociale inquieto. La domanda, ora, è inevitabile: sarà questo un caso isolato o segna l’inizio di un periodo di maggiore tensione nella comunità? Resta da vedere quale sarà la risposta delle istituzioni nel garantire la sicurezza dei cittadini, sempre più preoccupati per fatti simili che colpiscono nel vivo.