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Juve Stabia in bilico, piazza placata: Stato al comando per il rilancio
La Juve Stabia passa nelle mani dello Stato. I commissari giudiziari hanno preso il controllo totale del club, per salvare una bandiera del calcio campano dal baratro.
È il colpo di scena che scuote Castellammare di Stabia e tutta la provincia napoletana. Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, gli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Napoli, hanno diramato un comunicato che rassicura i tifosi delle Vespe. La storica società, nata nel 1907, è ora sotto sequestro preventivo su quote e patrimonio aziendale.
Tutto parte da un provvedimento della sezione Misure di Prevenzione, presieduta dalla dottoressa Teresa Areniello. I giudici hanno accolto le relazioni dei commissari, supportate dalla Procura Nazionale Antimafia e dalla Procura partenopea. Obiettivo: bloccare ogni rischio di dispersione dei beni.
Al centro dell’intervento c’è Francesco Agnello, legale rappresentante della Stabia Capital Srl. “Abbiamo agito per tutelare il valore sportivo e aziendale della Juve Stabia, evitando compromissioni irreparabili”, spiega uno dei commissari nel comunicato ufficiale, con un tono che sa di urgenza partenopea.
La piazza di Castellammare freme. Qui, dove il Vesuvio domina l’orizzonte e il Manco Sud è cuore pulsante della tifoseria, un club come la Juve Stabia non è solo calcio. È identità, sudore, sogni. I commissari promettono una gestione autonoma per rilanciare il team in Serie B.
Ma le ombre del passato aleggiano. Le inchieste delle procure napoletane non lasciano scampo. I tifosi si chiedono: riusciranno Scarpa e Ferrara a riportare le Vespe in alto? O ci vorrà altro per spezzare le catene? La città attende, con il fiato sospeso.
