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Alta tensione ad Avellino: nel carcere scoppia il caos, 5 smartphone sequestrati!
Avellino – Una serata tranquilla si è trasformata in un atto di pura violenza tra le mura della Casa Circondariale di Bellizzi Irpino. Un detenuto, da poco trasferito, è stato aggredito da altri reclusi nella stessa sezione. L’aria era densa di tensione, e in pochi attimi la situazione è sfuggita di mano.
La prontezza degli agenti di Polizia Penitenziaria, accorsi sul luogo dell’accaduto, ha evitato che le ferite si facessero più gravi. «Un intervento cruciale», commenta un testimone, «che ha riportato la calma in una sezione già in subbuglio». Ma il personale era in numero ridotto, e questo solleva interrogativi inquietanti sulla sicurezza. Come si può garantire la sicurezza in una situazione così precaria?
Poco dopo, durante un controllo esterno, gli agenti hanno rinvenuto un involucro sospetto. Al suo interno, cinque smartphone completi di caricabatterie. Un colpo di scena, che suggerisce l’ipotesi di un lancio dall’esterno oppure l’uso di un drone. Domande si affollano: chi sta cercando di introdurre strumenti di comunicazione clandestini in carcere? E con quali intenti?
Raffaele Troise, responsabile della UILFP Polizia Penitenziaria di Avellino, ha commentato la situazione con parole forti: «Servono fatti concreti per invertire la rotta. Da mesi denunciamo una situazione insostenibile». E con l’estate alle porte, la pressione sul personale e sulla sicurezza potrebbe aumentare ulteriormente.
Le difficoltà croniche dell’istituto irpino riemergono, esponendo una realtà complessa e allarmante. Come reagirà la dirigenza a questi segnali di crisi? Il dibattito è aperto, e le voci dei cittadini sono pronte a farsi sentire.
