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Allerta nel carcere di Avellino: sventata aggressione tra detenuti e 5 smartphone sequestrati
La situazione alla Casa Circondariale di Bellizzi Irpino è tornata a far tremare le mura della prigione. Nella serata di ieri, un detenuto appena giunto da un altro istituto è stato brutalmente aggredito da altri reclusi. L’intervento rapido degli agenti di Polizia Penitenziaria ha evitato il peggio, ma il clima di tensione è palpabile.
«L’episodio avrebbe potuto avere esiti ben più gravi», ha dichiarato un membro delle forze dell’ordine, sottolineando l’importanza dell’azione immediata. Gli agenti, pur con un organico ridotto rispetto alle necessità, sono riusciti a isolare il detenuto e a ripristinare la calma. Ma in questa prigione, i problemi si accumulano come nei vicoli di Napoli, dove l’insicurezza è una compagna di vita.
Durante il controllo di routine, gli agenti hanno rinvenuto un involucro sospetto contenente cinque smartphone e relativi caricabatterie. Una scoperta inquietante, che solleva interrogativi su quanto accade all’esterno delle mura. «Il pacco potrebbe essere stato lanciato o calato con un drone», suggeriscono le prime indagini.
Raffaele Troise, responsabile della UILFP Polizia Penitenziaria di Avellino, ha lanciato un appello accorato: «È il momento dei fatti, non delle parole. La situazione è insostenibile. Con l’estate alle porte, la pressione aumenterà e servono misure urgenti». Una richiesta che si fa eco tra le strade di Avellino, dove la paura di una nuova aggressione serpeggia tra le famiglie.
Questa vicenda non è solo un episodio isolato, ma il segnale di un malessere che si perpetua all’interno del penitenziario irpino. La cronica carenza di personale continua a mettere in pericolo il lavoro di chi ogni giorno si impegna per mantenere l’ordine. Quale sarà la risposta delle autorità? E fino a quando si potrà tollerare un sistema così fragile? I cittadini attendono risposte chiare, mentre l’eco di questa aggressione rimbalza nel dibattito pubblico.
