Ultime Notizie
Arzano trema per i veleni: ruspe in bonifica della galleria tossica
Arzano trema sotto il rombo delle ruspe. La galleria dei veleni, sepolcro di tonnellate di rifiuti tossici, finalmente cede alla bonifica.
Questa mattina, le macchine pesanti hanno invaso la discesa killer, quella da 150 metri che porta dritti nell’abisso. Anticipate dal Commissario Unico Giuseppe Vadalà, con la sua squadra di carabinieri e tecnici. Sul posto, la viceprefetto Stefania Rodà, Ciro Silvestro per la Terra dei Fuochi, il comandante della Polizia locale Luigi Maiello. E Giuseppe Bianco, il cronista che ha acceso i riflettori su questo inferno.
Tutto parte dal 2019. Bianco, su segnalazioni di cittadini stanchi, scende armato solo di telefono. Filma e fotografa la montagna di scarti: plastiche, chimici, materiali di ogni provenienza. L’Arpac conferma: rischio incendio ed esplosione altissimo.
“È un business illegale che va avanti da decenni”, racconta Bianco ai microfoni oggi. “Quei rifiuti non erano buttati a caso. Li nascondevano con cura, come un segreto di Stato”.
La galleria, nata trent’anni fa per collegare Arzano e i paesi a nord di Napoli alla metro di Piscinola, è diventata una discarica fantasma. Ammucchiati su entrambi i lati della rampa d’accesso, quasi invisibili dal livello strada. Un sistema meticoloso, emerso solo dopo l’allarme del giornalista.
Bianco non si ferma agli articoli. Invia un dossier al procuratore Gratteri e a Vadalà. Documenta l’inerzia di Regione e Città Metropolitana. A febbraio, arriva una raccomandata anonima al cronista. I carabinieri di Arzano, coordinati dal comando provinciale di Napoli, indagano.
Ombre dal passato. Il 23 gennaio 1996, un crollo per fuga di gas uccide 11 persone: cinque operai, una bimba di 11 anni. I lavori si fermano. L’inchiesta della Procura riaccende i riflettori: perché nessuna bonifica, nonostante il dissequestro del marzo 2024 con obbligo di risanamento?
Ruspe al lavoro, polvere e tensione nell’aria di Arzano. La Terra dei Fuochi respira? Le indagini stringono il cerchio sui responsabili. Ma chi ha chiuso gli occhi per anni? La città aspetta risposte.
