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Paura a Napoli: parcheggiatori abusivi nel mirino del racket
Spara e scappa nei Quartieri Spagnoli. Un colpo alla gamba, sangue sulle scale di vico Mondragone. Napoli trema ancora per i parcheggiatori abusivi nel mirino del racket.
Domenica sera, ore 19. Marco Vitiello, 48 anni, rincasa dopo l’obbligo di firma in caserma. Due uomini su scooter lo avvicinano. Boom. Il proiettile lo centra alla gamba. L’uomo barcolla, ma non si ferma. Corre dritto dai carabinieri. Si rifugia lì, nel cuore della zona.
I militari lo soccorrono subito. Arriva il 118. Niente di grave, dicono. Ma la paura resta. Vitiello è uno di loro: parcheggiatore abusivo, noto nei vicoli stretti dei Quartieri Spagnoli.
Non è un caso isolato. Indietro di un mese, 16 aprile. Via Croci Santa Lucia al Monte, sempre qui intorno. Un cinquantenne trova l’auto crivellata. Vetro destro in frantumi, un proiettile dentro. Ne sequestrano un altro deformato. Stessa storia: posteggiatore abusivo, incensurato. Nessuna minaccia diretta, giura.
Polizia e Carabinieri uniscono le forze. Ipotesi forte: racket. Controllo sui parcheggi abusivi, le zone calde. Quartieri Spagnoli, Baretti, lungomare. Quote fisse, giornaliere. Nei weekend, incassi da 1500-2000 euro a posteggio. Chi non paga, prende un avvertimento. Colpo alla gamba o al vetro.
“Si è presentato qui trafelato, con la ferita che sanguinava”, racconta un carabiniere della stazione. “Ha solo detto: ‘Mi hanno sparato’. Niente nomi, ma stiamo unendo i fili”.
Negli ultimi mesi, pattern uguali. Fuorigrotta, vicino allo stadio. Un altro posteggiatore gambizzato per contrasti su zone vicine. Le inchieste DDA lo confermano: è economia sommersa, con pizzo obbligato.
Vittime zitte. Paura di ritorsioni. Denunciano il buco, non il motivo. Intelligence sul campo deve scavare.
Chi tira i fili nei vicoli? I signori del racket alzano la posta. Napoli osserva. E se il prossimo colpo fosse letale?
