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Scandalo «Carrello della spesa»: frode fiscale e lavoro nero in 4 regioni
All’alba, finanzieri armati di decreti hanno fatto irruzione a Napoli e in altre tre regioni. L’operazione “Carrello della Spesa” smaschera una frode fiscale da milioni nel commercio.
Oltre cento uomini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Viterbo, delegati dalla Procura locale, stanno perquisendo sedi aziendali e case private. Colpiti 41 obiettivi tra Lazio, Lombardia, Campania e Abruzzo.
A Napoli, nei quartieri centrali e periferici, i blitz hanno coinvolto uffici di media distribuzione. Otto società accusate di fatture per operazioni fantasma. Altre sei le avrebbero usate per evadere.
Quattordici studi professionali e tredici indagati privati. Tutti passati al setaccio, documenti cartacei e informatici sequestrati.
Il meccanismo era subdolo. Imprenditori gestivano in parallelo più ditte. Lavoratori assunti da società “satellite” per fingere appalti e reti fasulle. Così mascheravano il lavoro nero.
Niente IVA versata. Niente ritenute fiscali. Zero oneri per INPS. Danni enormi alle casse dello Stato.
“È un sistema che ruba ai cittadini onesti e lascia i lavoratori senza rete”, dice un ufficiale della Guardia di Finanza al termine di un blitz napoletano.
Prezzi stracciati nei supermercati? Non efficienza, ma illecito. Concorrenza sleale per chi paga tasse e contributi. Operai privi di tutele, pensioni a rischio.
Napoli vibra per queste storie. La città, con i suoi mercati affollati e i carrelli quotidiani, si interroga. Quanti altri giri nascosti nei corridoi della spesa?
L’inchiesta corre. Le manette scatteranno? La rete fraudolenta ha ancora rami scoperti?
