Ultime Notizie
Shock hacker: email di deputato e senatrice bucate nei test
Ci sono un deputato, una senatrice e una moltitudine di hacker. Non è l’inizio di una barzelletta, ma la storia degli indirizzi di posta elettronica di due politici di spicco finiti nel dark web, alla mercé del migliore offerente.
Ogni anno Proton, il servizio di posta elettronica criptata svizzero, scandaglia il dark web per nomi noti. E stavolta, a cadere nella rete, sono finiti gli account di un deputato napoletano e una senatrice con radici partenopee.
Immaginate: email istituzionali, private, magari con dati sensibili su alleanze politiche o dossier giudiziari. Tutto lì, in vendita per pochi euro su forum oscuri.
La scoperta arriva dal report annuale di Proton, pubblicato ieri. Gli indirizzi sono trapelati da breach noti, come quelli di vecchi provider italiani. Hacker russi, cinesi, o solo script kiddies di Forcella? Impossibile dirlo ora.
A Napoli, la notizia rimbalza veloce tra i vicoli di Chiaia e i caffè di Mergellina. “Siamo sotto attacco costante”, dice l’esperto di cybersecurity della Polizia Postale campana, raggiunto al telefono. “Questi leak espongono non solo i politici, ma intere reti di contatti. Un deputato con casella violata è una porta aperta per ricatti o spionaggio”.
Il deputato in questione, eletto nel collegio napoletano, usa ancora un provider classico. La senatrice, pure. Nessun upgrade a sistemi criptati. Proton li ha testati: bocciati su tutta la linea.
Le email fluttuano online da mesi. Forum del dark web le listano con prezzi irrisori: 10 bitcoin per un pacchetto completo. Chi le compra? Criminali locali, magari camorristi high-tech del Rione Sanità?
Le autorità romane tacciono. A Napoli, invece, l’urgenza sale. La questura ha aperto un fascicolo. Ma quanto materiale sensibile è già nelle mani sbagliate?
I due politici? Silenzio stampa finora. Nel frattempo, il dark web non dorme mai. E voi, reader, usereste mai Proton? O fidate ancora delle vecchie email?
