Editoriale
Choc a Napoli: Maradona soffriva di disturbo bipolare, dice l’aula
Diego Armando Maradona, il re di Napoli, nascondeva un segreto devastante: soffriva di disturbo bipolare. La rivelazione arriva come un pugno in pieno stomaco dal tribunale di San Isidro, in Argentina.
Lo psicologo Carlos Diaz, parte del team medico accusato di negligenza, ha rotto il silenzio in aula. “Maradona non combatteva solo le dipendenze da alcol e farmaci”, ha dichiarato lo specialista con voce ferma. “C’era un disturbo bipolare e narcisistico di personalità che lo tormentava giorno dopo giorno”.
Napoli trattiene il fiato. Qui, nei Quartieri Spagnoli dove i murales lo celebrano ancora come un santo laico, questa confessione riaccende il dolore per la morte del 2020. L’ex Pibe de Oro, idolo eterno del San Paolo, era fragile oltre l’immaginabile.
Diaz ha spiegato ai giudici come le dipendenze si intrecciassero ai successi calcistici. Frustrazioni, vuoti emotivi, un peso insostenibile. Maradona cercava rifugio nelle sostanze, ma lottava per uscirne.
L’ultimo mese, ha raccontato l’esperto, fu di sobrietà. “Voleva riprendersi la vita”, ha aggiunto. Eppure, il cuore si fermò lo stesso.
Sette sanitari sul banco: psichiatri, medici, infermieri. L’accusa di negligenza mortale aleggia pesante. A Napoli, la piazza brucia di domande. Fu davvero curato come meritava il Diez? Il processo rivelerà la verità, o lascerà solo ferite aperte?
