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Napoli spaccata il 1 maggio: sindacati in piazza Municipio, rabbia a Bagnoli
Napoli divisa in due nel cuore del Primo Maggio. Da piazza Municipio il palco sindacale con applausi e il sindaco Gaetano Manfredi tra i leader. A Bagnoli, invece, un corteo di rabbia che esplode tra slogan e striscioni contro il precariato.
Le strade di Bagnoli, quel quartiere tra il mare e le fabbriche fantasma, si sono riempite di migliaia di voci stanche. Partiti dal mattino, i manifestanti hanno marciato verso il centro, urlando contro i salari fermi e i sogni spezzati. “Basta promesse, vogliamo lavoro vero!”, gridava la folla, con bandiere rosse che sventolavano al vento di Posillipo.
Piazza Municipio, a pochi chilometri, era un altro mondo. Palco imbandierato, musica e discorsi ufficiali. Cgil, Cisl e Uil unite per la Festa dei Lavoratori, con Manfredi che saliva sul palco tra gli applausi. “Napoli riparte dal lavoro dignitoso”, ha detto il sindaco, ma dal corteo in arrivo non è arrivata nessuna eco di consenso.
La tensione sale quando i gruppi di Bagnoli si avvicinano a via Toledo. Striscioni contro il governo e le multinazionali. La polizia in assetto antisommossa, scudi pronti. “È una manifestazione pacifica, ma monitoriamo tutto”, ci dice un funzionario della Questura, voce calma ma occhi vigili. Nessun intemperanza, per ora, ma l’aria è elettrica.
I napoletani guardano dalle finestre di Spaccanapoli e dal caos di piazza Dante. Due facce della stessa città: una che festeggia con i potenti, l’altra che lotta nelle periferie. Bagnoli non dimentica le sue ferite industriali, Municipio punta al rilancio turistico. E il divario si sente.
Cosa chiedono davvero questi ragazzi di Bagnoli? Un posto fisso o una rivoluzione? Le polemiche infuriano sui social, con video del corteo che fanno il giro del web. Napoli trattiene il fiato. Domani cosa succederà nelle strade?
