Editoriale
Napoli sotto shock: 16enne parte per raggirare anziana a Padova
Una telefonata dal finto maresciallo. Un ragazzo alla porta per i preziosi. A Padova, in zona Montà, un’85enne sventa una truffa da manuale.
Tutto inizia con una chiamata anonima. L’uomo al telefono si spaccia per forze dell’ordine. “Signora, la sua auto è coinvolta in una rapina in gioielleria. Prepari i gioielli, arriva un collega per il controllo”.
L’anziana non ci casca. Sa bene che la sua macchina è ferma da mesi. Finge di crederci. Chiama la vicina. “Maria, vieni su. C’è qualcosa che non va”.
Le due si consultano sul pianerottolo. Tengono il truffatore in linea. Guadagnano tempo. Sentono i passi sulle scale.
Il ragazzo arriva. Magro, giovane. Le donne lo tempestano di domande. “Mostra il tesserino. Spiega meglio”. Lui balbetta. Poi scappa di corsa giù per le scale.
Fuga breve. Una pattuglia della Squadra Mobile lo blocca poco dopo. Lo tenevano d’occhio per movimenti sospetti in città.
In Questura, il profilo: un 16enne incensurato, originario di Napoli. Da quei vicoli partenopei dove l’urgenza della strada si sente fin da piccoli. Denunciato per tentata truffa aggravata. Finito in comunità, in attesa della famiglia.
“La prontezza della vittima e della vicina ha fatto la differenza”, dice un poliziotto della Mobile. “Abbiamo intercettato la chiamata sospetta in tempo”.
Napoli-Nordest, un filo criminale che si tende. Anziani nel mirino, sempre più soli. Il finto carabiniere è il copione ricorrente. Paura e fretta come armi.
Ma qui, a Montà, il quartiere ha risposto. Solidarietà contro l’inganno.
Quanti ragazzi come lui, minorenni spinti nel vortice? E se la prossima telefonata suonasse da un altro quartiere? La città resta con il fiato sospeso.
