Editoriale
Pizzaiolo di Pagani trucidato a coltellate a Ibiza: l’assassino in fuga
Coltellate in pieno giorno a Ibiza: Francesco Sessa, 35enne pizzaiolo di Pagani, è stato sgozzato senza pietà vicino alla spiaggia di Platja d’en Bossa.
Il dramma si è consumato ieri pomeriggio, poco dopo le 16.30. Sessa, originario della provincia di Salerno ma con radici campane profonde come la sua pizza, è crollato a terra con un fendente mortale al torace.
La zona è quella della movida, con superclub come Hi Ibiza e Ushuaia a due passi. Ma ad aprile, lontano dall’estate, è semideserta. Solo residenti e pochi turisti. Perfetto per far sparire le tracce.
Prima del delitto, testimoni lo hanno visto litigare animatamente con due uomini. Parlavano una lingua straniera. Qualcuno giura fosse napoletano. Poi il lampo della lama. E i due svaniti nel nulla.
Una donna ha dato l’allarme. Aveva appena parcheggiato lì vicino. “Era a terra in una pozza di sangue, non respirava più”, racconta ai media locali, la voce rotta. “Ho chiamato subito i soccorsi, ma era troppo tardi”.
Paramedici sul posto in pochi minuti. Arresto cardiaco. Tentativi di rianimazione per un’ora. Niente da fare. Il cuore ha smesso di battere sotto gli occhi di tutti.
La Guardia Civil indaga a tappeto. Niente rapina: portafoglio intatto. Si punta su un regolamento di conti. Ricostruiscono gli ultimi passi di Sessa. Viveva lì da anni, impastava margherite alla Pummarola Ibiza. Uno dei mille italiani che inseguono il sogno nelle Baleari.
Da Pagani, esplode il dolore. Amici e famiglia sotto shock. “Francesco era un ragazzo d’oro, sempre al lavoro, mai un problema”, dice un parente contattato da Cronache della Campania. La Campania piange un suo figlio, lontano da casa ma legato al Vesuvio nel sangue.
I due uomini? Napoletani o no? Un appuntamento finito in sangue? O un’ombra dal passato che arriva dall’Italia? La caccia all’assassino infuria. Ibiza non dorme. E Napoli trattiene il fiato.
