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Napoli sotto choc: Cassazione, carcere per parcheggiatori abusivi che violano Daspo
Sei mesi di carcere. La Cassazione inchioda una parcheggiatrice abusiva di 62 anni, sorpresa a racimolare soldi proprio davanti al cimitero di Maddaloni, a due passi da Napoli.
La donna non si è fermata. Nonostante un Daspo urbano del Questore di Caserta che le vietava di avvicinarsi a quell’area sensibile, è tornata. Più volte. Presidiava il parcheggio, tendeva la mano ai familiari in lutto, ignara – o forse no – delle pattuglie.
I pm hanno ricostruito tutto: violazioni reiterate, un fenomeno che infesta i quartieri campani, da Napoli al Casertano. La difesa ha provato a smontare: “Non è pericolosità sociale”. Ma i supremi giudici l’hanno respinta secca. Il Daspo non è un foglio di carta. Violarlo significa arresto.
“Questa decisione dimostra che gli strumenti per contrastare i parcheggiatori abusivi esistono e funzionano”, tuona il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha raccolto le urla dei residenti. “È un segnale per tutelare cittadini e famiglie nei luoghi che contano”.
A Maddaloni, come nei vicoli di Napoli, la gente è stanca. Parcheggiatori abusivi ovunque, soste forzate, minacce velate. La sentenza è un colpo. Ma basterà?
Ora tocca ai Comuni. Applicheranno i Daspo con più dente? O i cancelli del cimitero torneranno a essere territorio di conquista? La città trattiene il fiato.
