Cronaca
Tifosi napoletani in gabbia: il divieto di trasferta è davvero la soluzione?
Un colpo al cuore per i veri appassionati! Il divieto di trasferta per i tifosi napoletani, stavolta nel basket, è una decisione che fa discutere. L’idea che la soluzione a problemi di sicurezza sia privare i sostenitori della propria passione, è un controsenso che stona con il buon senso. E parliamo di basket, non di una gara di gladiatori!
Il fatto è che i napoletani sono noti per essere calorosi e, diciamolo, un po’ provocatori. Sostenere la propria squadra è un diritto, e il divieto non fa altro che aumentare il senso di isolamento e repressione. È un’esclusione che sa di discriminazione, e questo non possiamo accettarlo.
“Se ci privano del tifo, cosa ci resta?” ci chiedono i ragazzi in curva. E hanno ragione! La squadra, il colore, l’emozione: questo è ciò che ci unisce, che ci permette di sentirci parte di una comunità. E allora, qualcuno dovrà spiegarci come un divieto possa risolvere il problema della violenza nei campi.
La verità è che serve maggiore dialogo e collaborazione tra tifosi, società sportive e forze dell’ordine. Ma evidentemente, è più facile punire che cercare soluzioni reali. I tifosi napoletani meritano di essere ascoltati, non messi da parte.
Il punto è: di chi è la colpa? Forse è il momento di chiedersi se la repressione sia l’unica strada percorribile. E mentre i campioni scendono in campo, i veri eroi rimangono fuori, relegati nella gabbia del divieto. Questo è un errore che il calcio, e il basket, non possono permettersi di continuare a commettere. Che ne pensate voi?
