Editoriale
Shock all’Arenaccia: commerciante rapito e liberato dopo ore di terrore
Napoli, via Domenico Forges Davanzati. Una tranquilla serata di shopping si trasforma in incubo: un commerciante ucraino di 49 anni rapito in pieno Arenaccia da quattro uomini incappucciati.
È successo lunedì sera, intorno alle 21. L’uomo rientrava a casa con la moglie e il fidanzato della figlia. Stavano caricando le buste nel bagagliaio dell’auto quando una vettura bianca frena di colpo. Ne escono i rapitori. Colpiscono la vittima e la trascinano via a forza, sparendo nella notte napoletana.
Ore di terrore per la famiglia. Solo ieri pomeriggio l’uomo riappare a casa, illeso ma scosso. La moglie, 21enne ucraina trapiantata qui da anni, ha dato l’allarme: «Erano circa le 21 – ha raccontato agli agenti – quando siamo usciti dal negozio. Stavamo sistemando le buste e arriva quella macchina. Frena, scendono in quattro, lo colpiscono e lo portano via».
La Squadra Mobile della Questura è al lavoro. Il commerciante conferma la dinamica. Niente preziosi o contanti addosso al momento del sequestro lampo. Ma il movente resta un mistero.
La strada è una traversa dell’alta Arenaccia, zona calda, senza telecamere. A poche centinaia di metri il rione Amicizia, roccaforte storica del clan Contini. Gli investigatori scandagliano la vita dell’uomo, la sua gioielleria. Ipotesi estorsione? Ritorsione per un no?
Non ci sono legami diretti con la camorra, per ora. Ma Napoli sa bene questi sequestri brevi. Ricorda marzo: condanne nel processo per il rapimento di un imprenditore e suo padre. Otto ergastolani, tra cui Nicola Rullo del clan, 10 anni e mezzo per estorsione da 375mila euro. Vittime picchiate per ore in un appartamento.
Cosa nasconde questo blitz? Colpa del business o faida sotterranea? La città trattiene il fiato, in attesa di risposte.
