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Napoli, shock nel Caso Rocchi: testimone accusa «Favoriti gli amici del gruppo»
Un testimone rompe il silenzio nel caso Rocchi: “C’era un gruppo di amici che riceveva dritte dal Var”. Le accuse scuotono il mondo arbitrale.
Gianluca Rocchi, designatore autosospeso, al centro di un’inchiesta che puzza di favoritismi. La Procura indaga. Un insider, fonte anonima vicina agli arbitri, ha vuotato il sacco davanti al pm Maurizio Ascione.
Parla di un “circolino” ristretto. Arbitri vicini al gruppo che incassavano suggerimenti riservati. Dal Var. Indications preziose, solo per loro.
“Gli altri? Emarginati. Chi non stava al gioco, fuori dai giochi”, racconta la fonte all’Agi. Atmosfera pesante nelle sale Var. Contestazioni silenziose tra chi non ci stava.
Lui si definisce ribelle. “Io non ho mai avuto dritte. Mi rivolgevo alla vetrata, ma niente. Perché ero fuori dal giro”. Pagato caro la sua scelta. Senso di giustizia, dice.
Clima teso. Malessere diffuso. Arbitri fedeli al presunto sistema ora in difficoltà. Errori in campo più frequenti. Supervisori con l’occhio su partite sensibili.
Favorire percorsi professionali? Possibile alterazione delle partite? Ipotesi pesanti, da verificare.
L’inchiesta va avanti. Gli investigatori incrociano dati. Ma chi altro parlerà? E Rocchi, che dice? Il pallone resta sospeso.
