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Morte Domenico Caliendo: choc al Monaldi, interrogati cardiochirurghi
Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto al Monaldi dopo un trapianto di cuore. Il giudice accoglie la richiesta della Procura: interrogatorio-bis per i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni fissato all’8 maggio.
Napoli trattiene il fiato. Il piccolo Domenico è spirato lo scorso marzo, tra le mura frenetiche dell’ospedale Monaldi, nel cuore pulsante di Fuorigrotta. Quel trapianto da Bolzano doveva salvarlo. Invece, accuse di falso ideologico sulla cartella clinica, tempistiche sospette sull’espianto del cuore malato.
La Procura non molla. Nuovi accertamenti hanno portato elementi freschi. Oppido e Bergonzoni, nel primo interrogatorio del 31 marzo, giurarono: “Abbiamo espiantato solo con l’arrivo del cuore nuovo”. Ora, tocca replicare davanti al gip Mariano Sorrentino. E la Procura chiede l’interdittiva dalla professione sanitaria.
Intanto, l’avvocato della famiglia Caliendo, Antonio Petruzzi, alza la posta. “Chiediamo che durante l’incidente probatorio del 28 aprile al Policlinico di Bari sia presente anche il cuore malato di Domenico”, ha dichiarato Petruzzi ai nostri microfoni. “Serve per chiarire tutto, per la verità”.
Le strade di Napoli, dal Rione Luzzati ai vicoli affollati intorno al Monaldi, brulicano di voci. I genitori di Domenico non si arrendono. L’incidente probatorio potrebbe ribaltare le carte.
Cosa diranno stavolta i due chirurghi? Quel cuore da Bolzano nasconde davvero irregolarità? La città aspetta risposte, mentre l’ombra del dramma avvolge ancora il Monaldi.
