Nel silenzio della parrocchia Santa Maria delle Grazie di Sant’Agnello, due tesori d’arte sacra sono scomparsi durante la celebrazione domenicale: un crocifisso in argento alto circa 180 centimetri e un ostensorio destinato all’altare. Un furto che colpisce non solo per il valore materiale, ma per il peso storico e religioso che quei pezzi rappresentano per la comunità della penisola sorrentina.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la perdita è stata scoperta da alcuni fedeli durante la messa, lasciando incredulità e sconcerto tra i presenti. Immediata la richiesta di intervento alle forze dell’ordine: sul posto sono giunti i carabinieri della sezione operativa e della stazione di Sorrento, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica del colpo.
Gli oggetti rubati non sono solo opere d’arte: entrambi provengono da un periodo storico compreso tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, conferendo al furto una connotazione che va oltre il mero aspetto affaristico. Per la parrocchia, la sparizione significa anche una perdita della memoria liturgica e della tradizione locale, resa ancora più delicata dall’evidente valore storico-artisticoche ne deriva.
Le prime informazioni disponibili indicano che la dinamica del furto resta al vaglio degli investigatori. Non è stato ancora chiarito con quali strumenti o quali varchi i ladri sarebbero riusciti a impossessarsi dei manufatti, e al momento non sono stati diffusi dettagli operativi utili a delineare i contorni dell’intera vicenda. Gli uomini dell’Arma stanno verificando incastri, testimonianze e possibili piste utili per risalire agli autori.
La comunità parrocchiale, pur mantenendo la prudenza tipica delle fasi iniziali, resta in attesa di sviluppi che permettano di restituire alla chiesa quei pezzi di arte sacra che ne costituiscono parte integrante. Nel frattempo, la parrocchia e le autorità procedono senza lasciar trapelare intenzioni o conclusioni definitive, ricordando che la tutela del patrimonio storico-religioso è una responsabilità condivisa tra istituzioni, fede e territorio.
In una realtà come quella di Sant’Agnello, dove luoghi di culto custodiscono non soltanto preghiere ma anche frammenti di storia, il furto interpella la necessità di misure preventive e di vigilanza per evitare che simili episodi si ripetano. Le indagini proseguono, e gli inquirenti potrebbero offrire ulteriori dettagli sui contorni dell’accaduto e sugli eventuali riscontri che portino a una restituzione dei manufatti.
Fonte: cronachedellacampania.it.
