Una maxi-operazione di contrasto alla criminalità giovanile ha messo in fila cifre imponenti e un ritratto complesso della delinqua tra i giovani: 644 arresti in due settimane, di cui 575 adulti e 69 minori, e 1.695 denunciati, tra cui 373 under 18. Il blitz, coordinato dal Servizio Centrale Operativo, ha interessato l’intero territorio nazionale, coinvolgendo oltre 106 Squadre mobili e il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine e di altri uffici. L’imponente attività ha toccato in modo trasversale reati contro la persona e il patrimonio, traffico di droga, detenzione di armi e ricettazione, con un occhio puntato anche sull’escalation nelle zone di movida e sui profili social che alcuni raccontavano come vetrine delle loro imprese.
In campo sono state condotte perquisizioni su 299 abitazioni, 39 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 365 sale giochi, 896 esercizi pubblici, 1.149 luoghi della movida, 177 stazioni ferroviarie e 198 parchi. Complessivamente sono state elevate 1.394 sanzioni amministrative, molte delle quali legate all’uso di stupefacenti, alle violazioni del Codice della strada e alle irregolarità negli esercizi pubblici. Un quadro che riflette la gravità del fenomeno e la necessità di interventi capillari sui contesti urbano-giovanili. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la portata dell’operazione va oltre i singoli episodi e mira a un rafforzamento strutturale dei controlli nei contesti ritenuti più a rischio.
Napoli si distingue per la quantità di interventi concentrate sul capoluogo: 28 arresti (23 maggiorenni e 5 minorenni) e 76 denuncie in un arco temporale analogo. Le contestazioni toccano la persona, il patrimonio, l’ordine pubblico e la pubblica incolumità, con specifiche riferite anche a violazioni in materia di amministrazione della giustizia, pubblica amministrazione e sostanze stupefacenti. Sono state emesse cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere e due agli arresti domiciliari; sono stati registrati sei fermi di indiziato di delitto, quattro dei quali riguardanti minorenni e reati contro patrimonio e fede pubblica. L’indagine ha interessato un’ampia fascia della città, con identificazioni di circa 18mila persone e controlli su oltre 1.300 veicoli, oltre a ispezioni in 40 esercizi commerciali, 23 sale giochi, 91 abitazioni e 27 luoghi della movida. Complessivamente, sono stati sequestrati oltre 26 chilogrammi di sostanze stupefacenti e una consistente dotazione di armi, munizioni, veicoli e denaro contante. Sul fronte digitale, gli occhi degli inquirenti si sono soffermati su 16 profili social monitorati.
La ricerca di strumenti e contesti utili a comprendere i meccanismi di coordinamento tra i giovani coinvolti ha portato l’attenzione anche sul territorio esteso della Campania e oltre. In provincia di Foggia gli investigatori hanno identificato strutture utilizzate come vere e proprie crack house, laboratori artigianali dove cocaina veniva trasformata in crack, ambienti attrezzati anche per il consumo da parte degli assuntori. È un tassello che illumina una rete di approvvigionamento e consumo radicata in alcune aree geografiche e che richiede risposte integrate tra ordine pubblico, servizi sociali e prevenzione.
Sul versante digitale i controlli hanno riguardato 1.115 profili social: alcuni utilizzati per mostrare comportamenti violenti o ostentare armi. Per tre account individuati in provincia di Torino è stata già avanzata la richiesta di oscuramento. Le attività di prevenzione hanno interessato anche province lombarde come Como, Cremona, Milano e Monza e della Brianza, a seguito di gravi episodi di devianza giovanile registrati durante manifestazioni tra il 17 e il 24 ottobre. L’analisi delle chat e dei gruppi di messaggistica presenti sui telefoni dei giovani coinvolti ha fornito elementi utili per comprendere l’organizzazione e il coordinamento dei disordini: perquisizioni, denunce e l’adozione di Daspo urbani e fogli di via obbligatori hanno accompagnato l’intervento.
In questo scenario, l’operazione nazionale ribadisce una priorità evidente: rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nei contesti più sensibili, prevenire l’ingresso dei minori in attività criminali e gestire i rischi legati al protagonismo giovanile nelle piazze, nelle strade e sui canali digitali. La dinamica resta oggetto di verifica e chiarimento, ma l’insieme dei dati disponibili mette in luce una realtà complessa, in costante movimento, che richiede risposte colpite nel tempo e sul territorio.
