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Arzano: prefetto e procura lanciano un piano di sicurezza con nuove telecamere e collaborazione civica

Arzano: prefetto e procura lanciano un piano di sicurezza con nuove telecamere e collaborazione civica

Arzano, una nuova cornice operativa per la sicurezza: prefetto, Procura e amministrazione rilanciano la lotta a furti, rapine e racket

Un vertice operativo di 50 minuti ha fissato in modo concreto l’impegno dello Stato sul territorio di Arzano e dei comuni limitrofi. Alla riunione convocata direttamente presso la sede del Comune hanno preso parte il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, e il procuratore della Repubblica di Napoli Nord, Domenico Airoma, affiancati dal sindaco Giuseppe Vitagliano e dai vertici delle forze dell’ordine. L’obiettivo è chiaro: potenziare prevenzione e controllo contro l’emergenza criminale, con una visione che va oltre i confini cittadini.

L’incontro, inserito nel quadro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha messo sul tavolo una strategia integrata. Non si tratterà di un intervento limitato ad Arzano: l’azione si estenderà ai comuni dell’area circostante, con servizi di vigilanza rafforzati e un ampliamento della rete di videosorveglianza. Le istituzioni hanno spiegato che tali strumenti sono fondamentali sia per disincentivare i reati predatori sia per facilitare l’individuazione dei responsabili, in un contesto in cui la presenza della criminalità organizzata resta una minaccia reale.

Sotto la lente degli approcci operativi c’è anche la dinamica della criminalità predatoria e, non meno importante, l’estensione delle attività illecite che hanno alimentato allarmi tra commercianti e residenti. Il prefetto ha ricordato che la riduzione della delittuosità registrata a livello generale non deve far cadere la vigilanza: nel 2026 due omicidi hanno scosso la comunità, tra cui uno che ha colpito una persona innocente. Un richiamo a non abbassare la guardia, soprattutto quando le testimonianze e i segnali raccolti dalle forze dell’ordine indicano aree di possibile rischio.

Il tema delle estorsioni e delle richieste di piazzo è stato affrontato con particolare attenzione agli operatori economici locali. Di Bari ha invitato commercianti e imprenditori a denunciare qualsiasi tentativo di intimidazione, sottolineando che la collaborazione tra cittadini e istituzioni è parte integrante della difesa contro la criminalità. In questa cornice, è emerso il ruolo cruciale dell’attività investigativa: dalla magistratura alle forze dell’ordine, ogni risultato dipende da un fronte comune che parte dall’indagine e arriva fino alle azioni preventive sul territorio.

La cornice di sostegno istituzionale è stata netta: l’investimento nella videosorveglianza è valorizzato anche grazie alle risorse ottenute dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. A far da contrappunto all’intervento investigativo, è stato ribadito il ringraziamento rivolto alla Direzione distrettuale antimafia e al procuratore Nicola Gratteri per l’impegno sul territorio, nonché alla Procura ordinaria di Napoli Nord e alle forze di polizia per l’impegno quotidiano di controllo e repressione.

La scelta di svolgere l’incontro nella sede comunale è stata interpretata dal sindaco Vitagliano come un segnale di concreta attenzione alle esigenze della comunità. La presenza delle istituzioni sul territorio, ha detto, è fondamentale in una fase delicata: si mormora che l’azione coordinata non cessi nel breve periodo e che l’urgenza di controlli mirati persista anche nei mesi a venire.

Al termine della riunione, Di Bari ha rivolto un appello ai cittadini: fiducia nelle istituzioni e collaborazione costante con le forze dell’ordine. La sicurezza, ha concluso, è un capitolo che si scrive insieme, con una presenza dello Stato visibile e quotidiana soprattutto nei territori dove la violenza e l’intimidazione hanno lasciato ferite ancora aperte. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, il quadro emerso ieri rafforza l’idea di una politica di sicurezza basata su aggrappanti strumenti tecnologici, interventi mirati e una rete di cittadini pronti a denunciare.

Fonte: cronachedellacampania.it

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