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Spiagge Libere in Campania: un Diritto da Riscoprire per il Benessere Collettivo

Di Redazione21 Agosto 2026 - 12:478 ore fa 2 min di lettura
Spiagge Libere in Campania: un Diritto da Riscoprire per il Benessere Collettivo

La Costiera Campana e il Diritto al Mare: Una Questione di Equilibrio per tutti

Durante la stagione estiva, il dilemma su quanto sia difficile accedere a spiagge libere in Campania riemerge con irrisolvibile incidenza. Una realtà che travalica il semplice problema d’accesso e coinvolge elementi di grande rilevanza sociale ed economica.

Negli ultimi trent’anni, il panorama costiero campano ha subito una trasformazione radicale. L’aumento della popolazione e una crescita esponenziale del turismo hanno intensificato la pressione sulle coste, mentre la redistribuzione delle spiagge fra aree libere e stabilimenti balneari spesso affonda le radici in concessioni risalenti a decenni fa, quando le esigenze del territorio erano ben diverse.

Se da un lato, le concessioni demaniali hanno incentivato investimenti e servizi, creando spazi sicuri e accoglienti, dall’altro hanno contribuito alla progressiva erosione dello spazio accessibile al pubblico. Questo ha generato una sensazione di esclusione tra i cittadini, costretti a pagare per accedere a luoghi che dovrebbero essere di fruizione collettiva.

Non è dunque utile opporre le spiagge libere agli stabilimenti, bensì serve una riflessione profonda e costruttiva per trovare un giusto equilibrio. Un punto cruciale da considerare è la necessità di ripensare la perimetrazione delle spiagge, non basandola su criteri obsoleti, ma sulla reale domanda e sull’equità di accesso.

In quest’ottica, una riorganizzazione delle concessioni potrebbe premiare quegli operatori che apportano valore aggiunto al territorio, come qualità dei servizi e sostenibilità ambientale. È fondamentale che chi investe in modo sì meritorio venga riconosciuto e incentivato.

Guardando oltre i confini nazionali, l’esempio francese si propone come modello virtuoso. Lo Stato transalpino ha implementato norme che garantiscono almeno l’80% delle spiagge naturali libere da attrezzature, creando al contempo spazi accessibili e rispettosi per tutti.

Allo stesso modo, la Campania avrebbe tutto da guadagnare dalla cura e dalla valorizzazione delle spiagge libere: dotarle di servizi igienici, punti d’acqua, accessi facilitati e presidi di sicurezza migliorerebbe non solo la vivibilità per i residenti, ma renderebbe l’area più attraente per i turisti.

Il mare è un patrimonio collettivo. Sebbene le concessioni balneari svolgano un ruolo importante, la loro esistenza non deve far dimenticare l’appartenenza del demanio marittimo a tutti i cittadini. Ripensare la distribuzione delle spiagge e modernizzare il sistema delle concessioni significa, in realtà, delineare un approccio equilibrato che tuteli gli imprenditori virtuosi e garantisca il diritto di tutti di accedere al mare liberamente.

In definitiva, una costa moderna si misura non solo attraverso la quantità di stabilimenti, ma anche per la qualità dei suoi spazi liberi e l’equità di accesso. Un diritto che deve essere preservato e valorizzato.