Home Editoriale Note all’alba a Posillipo: applausi per lo spettacolo,…
Editoriale

Note all’alba a Posillipo: applausi per lo spettacolo, non per le priorità de Il Palazzo sotto il Vesuvio

Un concerto all'alba sulla terrazza di Sant’Antonio è un gesto poetico, ma rischia di diventare la miglior foto di copertina per un'amministrazione distratta. Tra navette gratuite e musica, resta la domanda: la cultura è cura o maquillage istituzionale?

Di Nina Chirico6 Agosto 2026 - 21:184 minuti fa 2 min di lettura
Note all’alba a Posillipo: applausi per lo spettacolo, non per le priorità de Il Palazzo sotto il Vesuvio

Si annuncia Ferragosto con una sveglia dolce: alle 5 del mattino la terrazza di Sant’Antonio a Posillipo ospiterà “Note incantate”, il concerto all’alba che ormai, nato tre anni fa, si è trasformato in rituale estivo. L’evento, organizzato dall’Assessorato comunale al Turismo sotto la guida dell’Assessora Teresa Armato, vedrà artisti locali come Mario Maglione e Veronica Simioli che suoneranno mentre la città si stropiccia gli occhi. Navette gratuite sono state messe a disposizione per agevolare l’arrivo del pubblico, gesto lodevole che però va letto nel contesto: un evento culturale non è solo una cartolina romantica per turisti e influencer, è anche prova di coerenza tra parole e fatti.

La sveglia dell’Amministrazione

Non c’è nulla di male nel celebrare la musica e la tradizione partenopea: per molte famiglie e giovani questo concerto sarà un’esperienza bella e necessaria. Il punto è che eventi simili diventano rapidamente l’alibi perfetto per chi governa. Il Primo Cittadino (con traffico incluso) e Il Palazzo sotto il Vesuvio fanno bene a promuovere la cultura, ma la politica culturale non può esaurirsi in un’apertura scenografica all’alba. Quando il gesto pubblico serve soprattutto a riempire un’agenda di comunicati, invece di riverificare servizi, orari e accessibilità lungo tutto l’anno, la cultura rischia di restare un fumogeno che copre disservizi più concreti: trasporto notturno, sicurezza urbana, pulizia degli spazi e programmazione stabile per gli artisti locali.

Detto questo, non si nega il merito agli organizzatori e agli interpreti: dare spazio a talenti come Maglione e Simioli è una scelta che merita attenzione. Ma chi applaude al sorgere del sole dovrebbe chiedersi se la stessa attenzione è riservata ai posti di lavoro per i musicisti, ai locali che faticano a restare aperti, alle scuole di musica e alle strutture diffuse nei quartieri. La cultura è una città viva tutti i giorni, non un evento che si consuma prima che la gente vada a lavoro. Se la navetta gratuita è il prezzo simbolico per l’ingresso di massa, allora chiediamo che il biglietto vero — quello della responsabilità amministrativa — preveda investimenti stabili e servizi che restino anche quando le telecamere se ne vanno. A Ferragosto, applaude chi c’è; ma la domanda rimane: l’alba è il segno di una rinascita o solo la luce migliore per una foto di propaganda?