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Bufala Fest a piazza Municipio: celebrazione del gusto o copertura per l’inerzia amministrativa?

Dal 2 al 6 settembre il decennale del Bufala Fest promette showcooking e concerti in piazza Municipio. Ben venga il cibo, ma chi paga il conto dei problemi rimasti fuori dalla foto?

Di Nina Chirico6 Agosto 2026 - 21:306 minuti fa 2 min di lettura
Bufala Fest a piazza Municipio: celebrazione del gusto o copertura per l’inerzia amministrativa?

Dal 2 al 6 settembre la decima edizione del Bufala Fest torna in piazza Municipio e, come vuole la tradizione recente, offre mozzarella, concerti e un’allure di rinascita. Sul cartellone campeggia il nuovo payoff “Tutte le forme del gusto” e gli organizzatori—tra cui l’Associazione Culturale “Giardino delle Idee” e il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP—sventolano giustamente la filiera locale. Antonio Rea, ideatore e direttore organizzativo, celebra il rebranding. Tutto sacrosanto. Ma se la festa è un bistrot a cielo aperto, chi si occupa di servire i conti della città quando le luci si spengono?

Il Bufala Fest diventa un Villaggio del Gusto: showcooking, degustazioni e, non da ultimo, l’immancabile promessa di ricadute economiche per i negozi intorno a piazza Municipio. È realistico aspettarsi un effetto positivo sul commercio e qualche lavoro temporaneo; però attenzione a non trasformare il fenomeno in un alibi. Quando i festival servono più a pulire l’immagine di una città che a risolvere i guasti strutturali, il risultato è una grande cartolina su uno sfondo che resta sfilacciato. E in quella cartolina la mano che applaude spesso appartiene a Il Palazzo sotto il Vesuvio: amministrazioni felici del payoff, meno della manutenzione quotidiana.

Festa che scalda l’anima o palliativo che calma i commenti?

È comprensibile – e benvenuto – che si celebri la mozzarella di bufala come patrimonio e opportunità per produttori e ristoratori. Ma la domanda politica e pratica resta: la vocazione turistica si costruisce con eventi a rinnovo annuale o con servizi che durano dodici mesi? Se il rilancio passa per manifestazioni che attirano ordini e follower, servono anche autobus in grado di portare i cittadini al centro senza trasformare la giornata in un calvario: qui entrano in gioco I Bus con il Pilota Assistente e la pianificazione urbana. E mentre gli stand raccolgono applausi, chi coordina la sicurezza e il controllo del territorio rimane Il Controllore di Cerimonie, la Prefettura, cui spettano scelte operative concrete, non dichiarazioni di facciata.

Festeggiare è giusto, valorizzare la filiera bufalina pure: il Consorzio e gli operatori meritano visibilità. Ma non si chieda alla gente di consolarsi con una degustazione se poi la quotidianità resta problematica. Le istituzioni – e qui la frecciata va anche a La Ditta delle Promesse, la La Ditta delle Promesse – farebbero meglio a misurare i risultati con indicatori seri e a sostenere i produttori oltre il mese del festival. Gustiamoci la mozzarella, dunque, ma senza smettere di pretendere che le feste non diventino l’unico progetto di governo della città: la cittadinanza e il lavoro chiedono piani e non solo tovaglie a quadretti.