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Sant’Antimo sotto choc: Ranucci e Cleter boss delle piazze di spaccio
Blitz all’alba nelle piazze di spaccio di Sant’Antimo. Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna irrompono casa per casa, manette ai polsi di boss e pusher.
Napoli e l’hinterland nord tremano. L’operazione, coordinata dalla DDA, smantella due bande che controllavano il traffico di droga tra Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano. Cocaina, marijuana, hashish: roba che inondava le strade di quartiere.
Ventisei colpi secchi. Diciotto finiscono in carcere. Otto ai domiciliari, con il braccialetto elettronico che li tiene d’occhio. Tutti accusati di associazione mafiosa per spaccio.
Al vertice, Domenico Ranucci e Michele Cleter. Loro orchestravano le piazze di spaccio di Sant’Antimo, in sintonia con i clan. Antonio Picciulli e Mario Verde, figure vicine, supervisionavano da lontano.
“Queste piazze erano il cuore del male in zona – spiega un ufficiale dei Carabinieri –. Ora le abbiamo strappate alla camorra, ma la vigilance resta alta”. Le indagini, lunghe mesi, hanno mappato ogni consegna, ogni nascondiglio nei vicoli stretti.
Madri di famiglia, ragazzi di strada, commercianti onesti. Tutti sotto tiro di quelle reti. L’area nord della provincia, con i suoi palazzoni e i mercati rionali, respirava veleno ogni giorno.
Le volanti sfrecciavano tra Grumo Nevano e Casandrino. Porte sfondate, sacchi di stupefacenti sequestrati. La tensione saliva con ogni arresto.
Ranucci e Cleter, nomi che giravano da tempo nei bassifondi. Ora le loro piazze di spaccio di Sant’Antimo sono vuote. Ma per quanto?
I clan locali non mollano l’osso. Chi riempirà il vuoto? La città attende, con il fiato sospeso.
