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Bimbi di Sarno sconfiggono la montagna killer: 5 Maggio rinasce

Bimbi di Sarno sconfiggono la montagna killer: 5 Maggio rinasce

A Sarno, il gigante della montagna si è risvegliato ieri. Non con un boato, ma con le mani di bimbi di 9 anni che tirano fili di marionette.

Episcopio, frazione aggrappata al fianco del monte. Qui, il 6 maggio, gli alunni della IV A dell’Istituto Comprensivo “Antonio Esposito” hanno calato il sipario su “Il risveglio di Saro, il gigante della montagna”. Teatro dei Pupi, antico e magico. Un modo per guardare dritto negli occhi il passato.

Venti anni fa, il 5 maggio 1998, quel gigante non era favola. Era fango, morte, case spazzate via. Centinaia di famiglie distrutte. Sarno ancora sanguina quella ferita.

Ma questi bambini non tremano. Raccontano Saro come un amico da riconciliare. Non più mostro che ingoia vite, ma presenza da rispettare. La platea trattiene il fiato. Genitori, nonni, ex sopravvissuti.

“Ho visto il fango arrivare, mi ha portato via tutto”, dice Maria Esposito, 72 anni, testimone dell’alluvione, seduta in prima fila con gli occhi lucidi. “Ma questi piccoli… loro lo fanno vivo, non cattivo. Mi hanno ridato un pezzo di speranza”.

La maestra Anna De Luca spiega: usano il teatro per tradurre il dolore in storia condivisa. Niente lezioni noiose. Solo pupi che danzano, voci acute che riempiono l’aria.

Sarno cambia pelle. La montagna non è più tabù. Quartieri come Episcopio, un tempo zona rossa, ora brulicano di vita. Scuole che insegnano rispetto per il territorio.

Eppure, piogge torneranno. Il Vesuvio è vicino, il rischio latente. Quei fili tirati dai bimbi reggeranno? Sarno ricomincerà davvero, o il gigante si riaddormenterà?

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Autore

Redazione

Segue con attenzione l'evoluzione della società e le sue sfide quotidiane. Come editor di Napolive, si impegna a offrire contenuti che stimolino il dialogo e la riflessione. La sua curiosità e capacità di ascolto lo portano a esplorare argomenti di rilevanza attuale, cercando sempre il legame tra le notizie e le esperienze delle persone. Crede che la comunicazione sia un ponte fondamentale per comprendere il mondo che ci circonda.