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Napoli, Sanità in delirio: Lanzetta e 99 Posse chiudono il Trianon Viviani
Forcella trema stasera. Peppe Lanzetta e i 99 Posse salgono sul palco del Trianon Viviani per chiudere una stagione bollente, tra vicoli che profumano di riscatto e polvere di strada.
Venerdì 15 maggio, ore 21 precise. Il teatro di Forcella, cuore pulsante di Napoli, si accende con “Figli di un Bronx minore”. Lanzetta, il cabarettista che ha sempre sparato dritto contro i clan, mescola teatro, musica e satire taglienti. Al suo fianco Jennà Romano, chitarra in mano, a dare ritmo live a un affresco che sa di quartiere.
Napoli sa bene cosa significa. Forcella, con i suoi murales e le sue ombre, è il set perfetto. Qui la cultura sfida il degrado quotidiano, palmo a palmo coi balconi affollati e lo sguardo della gente.
“È un urlo dal Bronx napoletano, per chi vive questi vicoli ogni giorno”, dice Lanzetta dal backstage, voce rauca e decisa. “Non è solo spettacolo, è Napoli che parla”.
Il Trianon Viviani ribolle già di pubblico. Biglietti esauriti da giorni. Famiglie intere, ragazzi dei palazzi vicini, tutti in fila sotto i lampioni di via Duomo.
Lanzetta non risparmia nessuno. I testi pungono come lame: camorra, precarietà, sogni infranti nei bassi. I 99 Posse amplificano con beat che fanno vibrare le pareti.
Forcella osserva. Quartiere di fuoco, ma anche di teatri che resistono. Questa sera potrebbe essere l’ennesima scintilla.
E dopo? Napoli si interrogherà ancora: basterà un palco per cambiare i vicoli? O servirà altro? La piazza deciderà.
