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Napoli piange Vincenzo Mauriello: addio al salvatore del Cinema Pierrot
Napoli Est in lutto. Vincenzo Mauriello, l’uomo che salvò il Cinema Pierrot dai piedi del Vesuvio, è morto a 73 anni dopo una lunga battaglia contro una grave malattia.
Fino all’ultimo respiro, ha tenuto stretti i fili del suo quartiere. Ponticelli, quel pezzo di Napoli ruvido e vivo, lo saluta come un faro spento troppo presto.
Roberto D’Avascio, attuale presidente di Arci Movie, lo ricorda con voce rotta: «Ci lascia il migliore rappresentante della società civile di Napoli Est, un uomo forte, ostinato e buono, che trasformò la passione per il cinema in lotta alla camorra e aggregazione».
Mauriello non voleva funerali pubblici. La famiglia ha scelto sobrietà. Lunedì 11 maggio, alle 12, alla Casa del Popolo di Ponticelli, in corso Ponticelli 26, una commemorazione laica aperta a tutti.
Era il 1990 quando prese le redini di Arci Movie. Il Cinema Pierrot, in via De Meis, rischiava la chiusura. Lui lanciò la campagna “Salviamo il Pierrot”. Mobilitò l’Italia intera, persino Ken Loach. Quella sala divenne l’unica luce in un’area di 200mila anime.
Non si fermò lì. Nel 1994 inventò “Cinema intorno al Vesuvio”, arena estiva al Parco Urbano di San Sebastiano al Vesuvio. Ancora oggi riempie piazze affollate sotto il vulcano.
Dirigente comunale, a Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio. Autore di libri sul voto in Campania. Al Premio Don Diana, lo scorso anno, una menzione speciale per la sua cultura contro le tenebre.
Arci Movie, nata per quel cinema, conta oggi mille soci. Cineforum alla 35esima edizione. “Lo Schermo e le Emozioni” per le scuole. Movielab premiato dal Quirinale.
E poi la Mediateca “Il Monello”. Laboratori per i ragazzi. Presidio con Libera. Proiezioni in carcere, dove il grande schermo riscatta vite spezzate.
Registi come Monicelli, Martone, i Taviani, Garrone. Tutti passati da lì. Hanno benedetto la sua missione.
Napoli Est senza di lui è un vuoto che brucia. Chi erediterà quella tenacia? Ponticelli resisterà, o il Vesuvio inghiottirà un’altra storia?
