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Napoli in lutto: morto Diego Marmo, pm del processo Tortora
Napoli saluta Diego Marmo, il pm che sfidò Enzo Tortora in un processo che divise l’Italia. A 88 anni, il magistrato è morto ieri, lasciando un’eredità di polemiche e giustizia nel cuore pulsante del capoluogo campano.
La notizia rimbalza tra i vicoli del centro storico, dove Marmo visse e lottò contro la camorra negli anni di piombo. Il suo nome è indissolubilmente legato al caso Tortora: nel 1983, come pubblico ministero, chiese e ottenne la condanna del presentatore per associazione mafiosa. Un’aula bollente al Tribunale di Napoli, tensioni alle stelle, flash dei fotografi.
Tortora finì in manette in diretta tv, urlando la sua innocenza. Marmo, implacabile, portò avanti l’accusa basandosi su pentiti come Vincenzo Saldutto. Ma poi l’assoluzione in Cassazione nel 1987, con il pm bollato come “calunniatore” dalla stampa. Napoli visse quei giorni con il fiato sospeso, tra sostenitori e critici.
“Un uomo di grande coraggio, che non si piegò mai”, lo ricorda un ex collega del pool antimafia partenopeo. “Diego credeva nella giustizia, anche quando il prezzo era alto”.
I funerali domani, martedì 5 maggio, alle 11 nella Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, affacciata sul Lungotevere meno turistico, tra i palazzi storici e il traffico caotico. La città si prepara a riempire le navate, con politici e avvocati già in fila.
Marmo aveva 88 anni, stroncato da una malattia che lo consumava da tempo. La sua carriera? Decine di processi contro boss della camorra, dal Rione Sanità ai Quartieri Spagnoli. Un simbolo di quel Palazzo di Giustizia assediato dalle ombre.
Ma Tortora? Quel capitolo brucia ancora. Chi aveva ragione? I pentiti bugiardi o il pm zelante? Napoli discute, come sempre. E voi, da che parte state?
