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Shock a Napoli: morto Diego Marmo, pm che accusò Tortora
Napoli si sveglia con un nome che brucia ancora: Diego Marmo, il pm che inchiodò Enzo Tortora, è morto a 88 anni.
Il decesso risale a domenica 3 maggio. Le esequie domani, ore 11, nella Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, piazza degli Artisti, cuore pulsante del centro storico.
Napoli lo ricorda come il “grande accusatore”. Anni ’80, caos giudiziario. Tortora, re di Portobello, arrestato per camorra e droga. Solo parole di pentiti come Barra e Pandico, zero prove.
Marmo, allora procuratore a Torre Annunziata contro la malavita, non mollò. In aula tuonò: definì Tortora “un cinico mercante di morte”. Chiese dieci anni. Li ottenne, primo grado 1985.
Il calvario di Tortora fu un incubo. Fisico, psicologico. Assolto in appello ’86, Cassazione. Morì di tumore nel ’88, a 58 anni.
Per Napoli, quel processo fu ferita aperta. Giorgio Bocca lo chiamò “macelleria giudiziaria”. Marmo difese tutto: “Agii in buona fede”.
Passano trent’anni. 2014, assessore alla Legalità a Pompei. Polemiche furibonde. Dimissioni. E le scuse: “Ho sbagliato, chiedo scusa alla famiglia Tortora. Mi sono portato dentro questo tormento per troppo tempo”.
Napoli discute ancora. Strade affollate, bar del centro, voci alte. Fu giustizia o errore umano? Il peso di un pm che inseguì la verità, ma la mancò.
Cosa resta oggi, tra i vicoli e le piazze? La famiglia Tortora ha perdonato? E Napoli, ferita da troppi processi bui, chiuderà i conti con quel fantasma?
